MotoGP: Acosta (KTM) cade sul più bello e Martin (Aprilia) ringrazia, sul podio anche Marc Marquez e Bezzecchi

Spielberg (nostro inviato). Quattordici giri possono sembrare pochi, ma al Red Bull Ring bastano per racchiudere una gara intera dentro una manciata di minuti. La Sprint del Gran Premio d’Austria 2026 è stata una piccola epopea di sorpassi, frenate al limite, ribaltamenti e soprattutto di un errore che ha cambiato completamente il volto della corsa. A vincere è Jorge Martin, autore di una rimonta spettacolare dopo un primo giro complicatissimo. Alle sue spalle Marc Márquez, secondo, mentre Marco Bezzecchi completa il podio tutto costruito sull'esperienza e sulla capacità di restare in piedi quando la gara diventa imprevedibile.
Martin partiva dalla pole position, conquistata in mattinata con un giro da 1'27"917, appena 15 millesimi meglio di Marc Márquez e 71 su Pedro Acosta. Una prima fila tutta spagnola che prometteva scintille già prima del semaforo. E le scintille, infatti, arrivano immediatamente.
Allo spegnimento dei semafori Martin prova a difendere la prima posizione, ma dietro di lui Márquez è aggressivo. Il ducatista si porta davanti e, nel caos delle prime curve, Jorge perde terreno. Il Red Bull Ring non perdona: poche curve, rettilinei cortissimi e staccate violentissime trasformano ogni minimo errore in una perdita di diverse posizioni.
E così, mentre davanti si accende il duello fra Márquez e Acosta, Martin precipita addirittura fino all'ottava posizione. Per il pilota Aprilia sembra l'inizio di una Sprint da dimenticare. In testa, invece, Pedro Acosta sente profumo di impresa. La KTM del pilota spagnolo è velocissima e, curva dopo curva, il padrone di casa virtuale prende il comando della gara.
Acosta scappa. Márquez prova a tenere il ritmo, Bezzecchi rimane agganciato al gruppo di testa e alle loro spalle Martin comincia la sua personale caccia. Non è una rimonta costruita con un unico sorpasso, ma con una serie di attacchi chirurgici, sfruttando ogni frenata e ogni centimetro del circuito.
Il pilota Aprilia risale rapidamente. Prima entra nella zona podio, poi mette nel mirino Marc Márquez. La gara cambia ritmo e Martin sembra improvvisamente avere un'altra moto rispetto a quella vista nel primo giro.
All'inizio dell'ottava tornata arriva il momento decisivo della rimonta: Martin supera Márquez alla prima curva e si prende la seconda posizione. Davanti, però, c'è ancora Acosta, che sembra ormai imprendibile. Il pilota KTM ha costruito un margine importante (quasi tre secondi) e, con poche tornate ancora da percorrere, la vittoria sembra nelle sue mani. Sembra…perché la Sprint cambia tutto nella chicane.
A tre giri dalla bandiera a scacchi, Acosta perde il controllo della KTM mentre è saldamente al comando. Una caduta pesantissima dal punto di vista sportivo: il pilota era stato protagonista assoluto della gara e aveva costruito il successo giro dopo giro. Invece, improvvisamente, la sua Sprint finisce nella ghiaia.
Martin eredita così la prima posizione. Dietro di lui c'è Márquez, mentre Bezzecchi sale sul terzo gradino del podio. Da quel momento in poi Jorge deve soltanto amministrare, ma l'ultimo giro non è comunque una passeggiata. L'Aprilia taglia il traguardo davanti alla Ducati di Márquez con circa un secondo di vantaggio. È una vittoria costruita con la velocità, ma soprattutto con la capacità di reagire a una partenza che lo aveva fatto precipitare nelle retrovie del gruppo di testa.
Per Martin è un successo dal peso enorme anche in ottica campionato. La Sprint gli permette infatti di tornare davanti a Márquez nella classifica mondiale: dopo il sabato austriaco, il pilota Aprilia ha tre punti di vantaggio sul rivale.
Alle loro spalle c'è Bezzecchi, protagonista di una Sprint solida e intelligente. L'italiano non ha avuto bisogno di prendersi rischi eccessivi per conquistare un podio prezioso, approfittando anche dell'uscita di scena di Acosta.
Quarto chiude Ai Ogura, autore di una gara concreta, davanti ad Alex Márquez. Sesto Francesco Bagnaia, che porta a casa punti importanti dopo essere riuscito a superare il taglio del Q1 e a qualificarsi settimo in griglia. Alle sue spalle Johann Zarco, Fermín Aldeguer e Brad Binder completano la zona punti.
La Sprint, però, racconta anche la giornata difficile di Franco Morbidelli, finito a terra nella chicane e costretto al ritiro insieme ad Acosta. Due cadute diverse, due storie diverse, ma lo stesso verdetto: sul Red Bull Ring basta pochissimo per passare dalla gloria alla ghiaia.
E proprio questo è il fascino della pista austriaca. Il circuito misura 4,348 chilometri ed è caratterizzato da grandi frenate e accelerazioni, con i piloti costretti a usare i freni per una parte consistente del giro. La prima curva è in particolare una delle staccate più impegnative dell'intero calendario: si passa da oltre 300 km/h a circa 100 in pochi secondi.
In questo scenario Martin ha firmato una delle rimonte più significative della sua stagione. Partito dalla pole, retrocesso fino all'ottava posizione, poi di nuovo davanti a tutti. Una Sprint che sembrava scivolargli via e che invece è diventata una vittoria pesantissima. Marc Márquez deve accontentarsi del secondo posto, ma rimane pienamente dentro la lotta mondiale. Il distacco è minimo e domenica ci sarà una gara lunga, con 28 giri a disposizione per cambiare nuovamente gli equilibri. Acosta, invece, resta con il dubbio più amaro: aveva la gara in mano. La KTM era davanti, il vantaggio era consistente e il traguardo si avvicinava. Poi quella curva, quella caduta e la vittoria sfumata.
È questo il paradosso delle Sprint: non c'è tempo per aspettare, non c'è spazio per recuperare un errore. Ogni giro vale tantissimo, ogni staccata può decidere il risultato. A Spielberg Martin ha saputo trasformare una gara complicata in un successo. Márquez ha limitato i danni. Bezzecchi ha raccolto un podio. Acosta ha perso una vittoria che sembrava già sua.
E adesso il Red Bull Ring prepara il secondo atto. Perché la Sprint ha consegnato a Martin il comando del Mondiale, ma soprattutto ha lasciato una certezza: domenica, sulla distanza lunga, il duello fra Martin e Márquez promette un'altra battaglia. E dopo quello che è successo oggi, nessuno può permettersi di dare nulla per scontato.
Hanno detto:
Jorge Martin: “Sono contento. Ma in prima battuta è importante ricordare che ho vinto perché Acosta è caduto, mi dispiace per lui; essendo lì dietro, poi andando a lungo, non pensavo di poter rimontare dall’ottavo posto. Ogni volta era sempre più difficile sorpassare, ma avevo un passo incredibile e andavo forte alla staccata di curva 1. Ho gestito al massimo le gomme per questa Sprint, vediamo domani come usare l’altra gomma, ma sono molto contento. Mi sono trovato bene con la soft in una pista in cui non c’è tanto grip. Oggi sono riuscito a tirare il massimo dall’Aprilia. Domani sarò più costante con la media, Ho sofferto un po’ sul davanti e avevo difficoltà a fermare la moto da dritta, domani ci sarà anche meno consumo che qui è uno dei problemi più grandi. Giocarmela con Acosta? Lui ne aveva di più, ma è tutto o niente. Forse potevo girare con lui, il sorpasso è stato al limite ma ho tenuto la moto dentro le righe bianche, nel cambio di direzione ho perso delle posizioni, in quella fase non ho perso la concentrazione, spero domani di essere più furbo. Domani qualcuno azzarda la morbida? Oggi frenavo forte, la soft aiuta la staccata, poi conosco meglio la moto e sono sempre più a suo agio. Oggi con due giri in più sarei stato in una brutta situazione, credo che domani tutti andranno con la media. Il braccio va bene.“
Marc Marquez: “Siamo in un GP speciale, la moto si comporta in modo diverso. Stiamo facendo il 100%, oggi l’obiettivo era finire dietro Martin. Sapevo che lui ed Acosta erano più veloci di me. Non volevo che Pedro si mettesse in mezzo. Devi partire deciso e convinto. Ho attaccato in curva 2 perché sapevo che alla curva 1 Martin usava il verde. Domani vediamo se possiamo nuovamente attaccare lì. Domani sarà una gara lunghissima, la gomma dietro può calare. Devo stare attento a Bezzecchi e Ogura che hanno il passo simile al mio. Per il momento Acosta e Martin hanno un passo superiore al mio. Già dalle FP1 tutte le Ducati hanno fatto fatica. Stiamo lavorando, oggi il passo era buono. Il risultato di oggi era il massimo. Ogni gara è diversa, qui Martin è più esplosivo. L’importante è restare lì”.
Marco Bezzecchi: “Sicuramente sono molto felice di questo podio. La gara è stata dura perché ho capito subito di non avere il passo dei primissimi, ovvero Pedro Acosta, Marc Marquez e Jorge Martin. Ad ogni modo non ho mai mollato, ho cercato di fare del mio meglio per rimanere vicino a chi mi precedeva. Con un pizzico di fortuna nel finale sono anche riuscito a salire sul podio per la caduta di Pedro e, in un certo senso, mi ci sono ritrovato. Diciamo che se non fosse successo niente il quarto posto era il mio risultato. Per me era importante mettere a segno un buon risultato e ci sono riuscito. Di questo, come detto, sono molto contento. A questo punto testa alla giornata di domani, nella quale cercherò di migliorare il feeling con la moto per ottenere un risultato ancora più importante nella gara lunga. Un aspetto positivo? La progressione rispetto a ieri. Non ero partito bene poi sono riuscito a portare la moto dove volevo. Devo ancora crescere in frenata, nel cambio di direzione e nel passaggio sui cordoli, ma lo step fatto è soddisfacente”. (Jorge Caceres)
Così all’arrivo dopo 14 giri:
- Jorge MARTIN (Aprilia Racing) 20’57”387
- Marc MARQUEZ (Ducati Lenovo Team) +1.026
- Marco BEZZECCHI (Aprilia Racing) +1.675
- Ai OGURA (SuperFile Trackhouse MotoGP Team) +3.495
- Alex MARQUEZ (BK8 Gresini Racing MotoGP) +4.447
- Francesco BAGNAIA (Ducati Lenovo Team) +5.142
- Johann ZARCO (Honda LCR) +5.895
- Fermin ALDEGUER (BK8 Gresini Racing MotoGP) +6.810
- Brad BINDER (Red Bull KTM Factory Racing) +7.233
- Fabio DI GIANNANTONIO (Pertamina Enduro VR46 Racing Team) +9.228
- Enea BASTIANINI (Red Bull KTM Tech3) +11.580
- Fabio QUARTARARO (Monster Energy Yamaha MotoGP) +13.050
- Luca MARINI (Honda HRC Castrol) +15.076
- Pol ESPARGARO (Red Bull KTM Tech3) +18.373
- Takaaki NAKAGAMI (Honda HRC Castrol) +19.201
- Diogo MOREIRA (Honda LCR) +20.503
- Toprak RAZGATLIOGLU (Prima Pramac Yamaha MotoGP) +20.964
- Alex RINS (Monster Energy Yamaha MotoGP) +21.054
- Raul FERNANDEZ (SuperFile Trackhouse MotoGP Team) +22.646
- Jack MILLER (Prima Pramac Yamaha MotoGP) +26.053