18/09/2026
Direttore: Franco Liistro

Fondmetal torna in Formula 1: quattro ruote per riaprire una grande storia italiana

Palosco. Ci sono ritorni che hanno il sapore della nostalgia e altri che, invece, raccontano soprattutto il futuro. Quello di Fondmetal in Formula 1 appartiene alla seconda categoria. A distanza di 26 anni dall’ultima esperienza diretta, l’azienda bergamasca torna infatti protagonista della massima competizione automobilistica mondiale.Lo fa accanto ad Aston Martin Aramco Formula One Team, per il quale sarà Official Wheel Supplier, il testimone passa dal fondatore Gabriele Rumi che, prima, fu partner della Minardi per poi divenirne Team Principal,  al figlio Riccardo e alla figlia Alessandra: entrambi portatori “sani” del virus motorsport.

Stefano Rumi, Presidente e CEO di Fondmetal: «Riportare una Formula 1 nella nostra casa di Palosco, dove nel 1991 nostro padre aveva dato vita al team Fondmetal F1, ha per me e per mia sorella Alessandra un significato davvero speciale. Tornare dopo 26 anni in questo mondo come fornitore di Aston Martin Aramco Formula One Team rappresenta per noi un momento importante, che abbiamo voluto condividere con clienti, fornitori e giornalisti. La presenza della AMR26 e di Luca Furbatto, Engineering Director del Team, ci ha permesso di parlare da vicino di tecnica, prestazioni e del ruolo che la ruota riveste oggi in una Formula 1.»

La notizia, ufficializzata il 17 settembre con l’abile e professionale regia di Paolo Ciccarone - direttore di RMCmotori e Matteo Bobbi, ambassador Fondmetal - ha trovato una cornice particolarmente significativa proprio a Palosco, nel cuore produttivo di Fondmetal. Qui è stata presentata la Aston Martin AMR26 equipaggiata con le nuove ruote dell’azienda italiana.

Una giornata che ha avuto come protagonisti non soltanto la monoposto e il prodotto finito, ma soprattutto gli uomini che hanno lavorato al progetto. Tra questi anche l’ingegner Luca Furbatto, Engineering Director di Aston Martin Aramco Formula One Team, intervenuto insieme a Stefano Rumi e James Smith per raccontare il percorso che ha portato dalle esigenze del team alla ruota definitiva.

La presenza di Furbatto ha dato un significato particolare all’incontro. Il suo ruolo, infatti, si colloca proprio nel punto di contatto tra le esigenze progettuali della monoposto e il lavoro degli specialisti Fondmetal. Una collaborazione nella quale il cerchio non è considerato un semplice componente, ma parte integrante del complesso sistema costituito da sospensioni, pneumatici, freni e aerodinamica.

E i numeri aiutano a capire quanto sia sofisticato il lavoro. Secondo quanto emerso nell’occasione, le ruote della AMR26 hanno un peso di poco superiore ai sei chilogrammi. Un valore che racconta bene la ricerca del compromesso tra leggerezza, rigidità e resistenza, considerando i carichi estremi ai quali una ruota di Formula 1 viene sottoposta durante una stagione.

Per arrivare al risultato finale sono stati necessari oltre 14 mesi di sviluppo. Aston Martin ha fornito agli ingegneri Fondmetal gli obiettivi tecnici, dai carichi di fatica alle forze di picco, passando per i target di peso e rigidità. Fondmetal ha quindi trasformato questi dati in una serie di soluzioni progettuali, arrivando a studiare oltre venti geometrie differenti prima della definizione del prodotto finale.

La scelta è caduta su una ruota forgiata, una tecnologia che rappresenta un'evoluzione importante rispetto alle esperienze storiche dell’azienda in Formula 1.

Il peso è naturalmente uno degli elementi centrali. La ruota appartiene infatti alle masse non sospese e ogni grammo risparmiato può avere conseguenze sul comportamento dinamico della vettura. Ma alleggerire non basta: il componente deve mantenere livelli elevatissimi di resistenza e rigidità per sopportare i carichi generati da una monoposto moderna.

E poi c’è il tema delle temperature, particolarmente delicato in Formula 1. Ruota, pneumatico e impianto frenante lavorano in un ambiente nel quale il controllo degli scambi termici può influenzare il comportamento complessivo della vettura. Anche in questo caso, il nuovo regolamento ha imposto vincoli precisi, rendendo ancora più importante il lavoro di progettazione nelle aree consentite.

La storia di Fondmetal, del resto, è strettamente legata alla Formula 1. Nel 1983 l’azienda aveva iniziato la propria avventura nel mondo delle ruote da competizione e negli anni successivi aveva fornito importanti squadre del Circus. Nel 1991 era poi arrivata la decisione più ambiziosa: entrare direttamente in Formula 1 con una propria squadra, prima la  Scuderia Fonmetal F.1 poi  la Minardi di cui Fodmetal era storico partner.

Oggi la strategia è diversa. Fondmetal torna nel Circus come partner tecnologico, mettendo a disposizione di Aston Martin una competenza costruita in oltre quarant'anni di attività.

La nuova Formula 1 del 2026 ha creato, da questo punto di vista, un'opportunità importante. Con la fine della precedente impostazione standardizzata delle ruote, i team hanno nuovamente la possibilità di lavorare con fornitori differenti e di sviluppare soluzioni specifiche. Fondmetal ha deciso di concentrare le proprie risorse su un unico partner: Aston Martin. La AMR26 diventa così il punto d’incontro tra una lunga esperienza industriale italiana e una delle strutture più ambiziose della Formula 1 contemporanea.

Ma la vera partita, naturalmente, comincerà quando quelle ruote dovranno affrontare la realtà della pista: frenate, cordoli, carichi laterali, vibrazioni e temperature saranno il banco di prova definitivo per un progetto sviluppato per mesi al computer e nei reparti produttivi di Palosco.

C’è poi un altro aspetto che rende questa storia particolarmente interessante. Il know-how sviluppato per la Formula 1 può infatti trasferirsi anche alle automobili stradali ad alte prestazioni, portando con sé processi produttivi, competenze sui materiali e metodologie di progettazione maturate nel motorsport. È una delle ragioni per cui la Formula 1 continua a rappresentare, per l’industria, un laboratorio tecnologico di straordinaria importanza.

Fondmetal torna dunque nel Circus senza limitarsi a riaprire una pagina del passato. Torna con una tecnologia nuova, con un partner di primo piano e con un progetto nato per interpretare le esigenze della Formula 1 del 2026. E forse è proprio questo il significato più interessante della giornata di Palosco: vedere una Aston Martin AMR26 ferma davanti agli stabilimenti Fondmetal significa mettere insieme due epoche. Da una parte la storia di Gabriele Rumi e di quella Formula 1 degli anni Novanta. Dall’altra una nuova generazione di ingegneri, materiali e processi produttivi. In mezzo, quattro ruote. Quelle che, ancora una volta, portano un pezzo di tecnologia italiana sulla griglia di partenza della Formula 1. (Franco Liistro)

DALLA STORIA ALLA FORMULA 1 DI OGGI

Per Fondmetal il rapporto con la Formula 1 ha radici profonde.

Nel 1983 Fondmetal sviluppa la prima ruota monoblocco in magnesio mai realizzata per la Formula 1, aprendo una nuova strada nell’evoluzione tecnica delle ruote da competizione. Dal 1986 inizia la fornitura alla Williams.

Tra il 1991 e il 1992, il nome Fondmetal entra direttamente nel Campionato Mondiale con la propria Scuderia Fondmetal F1, con monoposto sviluppate nella sede di Palosco.

Dal 1997 al 2000, Fondmetal torna protagonista in Formula 1 come azionista di maggioranza del team Minardi, con Gabriele Rumi alla guida della scuderia.