I Signori della F1: gli uomini che guidano Mercedes, Ferrari, Red Bull e McLaren

Madrid. La Formula 1 si corre in pista, ma spesso si decide lontano dai riflettori. Dietro il volante ci sono strategie, milioni di euro, fabbriche, riunioni e soprattutto uomini chiamati a prendere decisioni che possono cambiare una stagione. Mercedes, Ferrari, Red Bull e McLaren hanno quattro identità diverse e, al centro di ognuna, ci sono figure destinate a pesare quanto i piloti.
In Mercedes il nome è quello di Toto Wolff. L'austriaco è il manager che ha trasformato la squadra di Brackley in una potenza mondiale e che oggi ha il compito, non semplice, di riportarla stabilmente davanti a tutti. Wolff non è soltanto il team principal: è il punto di equilibrio di una struttura che deve aprire un nuovo ciclo. Al suo fianco ci sono George Russell e Kimi Antonelli, con il giovane italiano diventato rapidamente uno degli uomini più osservati del paddock. La vittoria di Monza ha dato ulteriore peso al suo ruolo e alle ambizioni Mercedes. Sul fronte tecnico, James Allison e, soprattutto, Simone Resta sono le vere due teste “pensanti” e i due ingegneri più importanti dell'intero campionato: dalla loro matita e dalle loro scelte passa una parte significativa del futuro della squadra.
A Maranello, invece, ogni decisione assume un peso diverso. Ferrari non è semplicemente una squadra: è una responsabilità nazionale, una storia che obbliga a vincere. A guidarla c'è Frédéric Vasseur (con a fianco Jerome D’ambrosio suo grande amico ma utile a che?) arrivato con l'obiettivo di dare ordine e concretezza a un ambiente nel quale la pressione non concede tregua. Il francese deve gestire due campioni dal profilo completamente diverso. Charles Leclerc è il pilota cresciuto dentro il progetto Ferrari, il volto della nuova generazione; Lewis Hamilton è il sette volte campione del mondo che ha scelto Maranello per inseguire un'ultima, enorme sfida. Vasseur deve trovare il modo di farli convivere e, soprattutto, di costruire attorno a loro una macchina finalmente all'altezza delle aspettative. È questa la partita più importante del suo mandato.
Red Bull sta vivendo una fase di passaggio. Dopo più di vent'anni al comando, Christian Horner ha lasciato la guida della squadra e il testimone è passato a Laurent Mekies. Una svolta che segna la fine di un'epoca e l'inizio di una nuova pagina. Mekies ha davanti un compito enorme: mantenere competitiva una squadra abituata a vincere e accompagnarla nella transizione tecnica e organizzativa. Ma il centro del progetto resta sempre lui, Max Verstappen. Il quattro volte campione del mondo è il leader naturale della Red Bull e il parametro con cui la squadra deve misurarsi. Dopo l'era costruita anche grazie al genio di Adrian Newey, la Red Bull deve dimostrare di poter continuare a essere grande anche senza alcune delle figure che hanno scritto la sua storia.
E poi c'è McLaren, la squadra che ha trasformato una lunga rincorsa in una realtà vincente. Il lavoro di Zak Brown e Andrea Stella è stato fondamentale per riportare il nome McLaren ai vertici. Brown ha costruito una struttura moderna, aggressiva e ambiziosa; Stella ha dato alla squadra una direzione tecnica e sportiva precisa. È una combinazione che ha funzionato e che oggi può contare su un reparto tecnico di altissimo livello, con uomini come Rob Marshall e Peter Prodromou. Davanti a tutti ci sono Lando Norris e Oscar Piastri, una coppia giovane e velocissima che rappresenta il presente, ma soprattutto il futuro della squadra.
Quattro squadre, quattro uomini al comando e quattro sfide completamente diverse. Wolff deve ricostruire la Mercedes vincente. Vasseur deve trasformare le aspettative Ferrari in risultati. Mekies deve dimostrare che Red Bull può vivere anche dopo Horner e Newey. Brown e Stella devono invece impedire che la rinascita McLaren resti soltanto una parentesi.
È questo il lato meno visibile della Formula 1: mentre i piloti si sfidano centimetro dopo centimetro, nelle rispettive factories e nei box si gioca un'altra gara, fatta di scelte, coraggio e capacità di leggere il futuro. E spesso, quando la bandiera a scacchi cade, il risultato è già stato deciso molto prima. (John Sturm)