Rally 6 Cities North of Portugal: il lettone Martin Sesks (Skoda Fabia) ha meglio sulla Lancia Ypsilon di Pablo Sarrazin, Mabellini terzo in campionato

Guimarães (nostro inviato). L’ultima giornata del Rally 6 Cidades Norte de Portugal ha regalato emozioni, colpi di scena e una sfida rimasta aperta fino alle battute decisive della gara. Sulle strade sterrate del Nord del Portogallo, tra Fafe e Felgueiras, i piloti si sono trovati ad affrontare un percorso impegnativo, fatto di curve insidiose, cambi di ritmo e tratti nei quali bastava una piccola imprecisione per compromettere il risultato. Era una giornata in cui non contava soltanto andare forte, ma anche riuscire a mantenere la calma quando la pressione diventava sempre più pesante. Alla fine vincitori di prove speciali: Korhonen 8, Sesks 7, Sarrazin e Tempestini 1.
Al via delle ultime prove speciali, Mārtiņš Sesks, al volante della Škoda Fabia RS Rally2, occupava la prima posizione, inseguito da vicino dal finlandese Roope Korhonen con la Toyota GR Yaris Rally2. Il vantaggio del lettone non era abbastanza rassicurante da permettergli di amministrare tranquillamente la situazione e Korhonen lo sapeva bene. Il finlandese ha cominciato a spingere, cercando di recuperare secondi preziosi e di mettere sotto pressione il rivale. La sensazione era quella di assistere a un confronto nel quale nessuno poteva permettersi di abbassare la guardia, perché ogni speciale avrebbe potuto cambiare gli equilibri.
La gara è proseguita con un ritmo elevato e con continui tentativi di trovare il limite senza superarlo. In queste condizioni, il rapporto tra pilota e vettura diventava fondamentale. Le strade portoghesi richiedevano precisione, sensibilità e una grande capacità di adattamento, soprattutto nei tratti più sconnessi, dove le sospensioni e gli pneumatici erano sottoposti a sollecitazioni importanti. Sesks cercava di difendere la leadership, mentre Korhonen continuava a crederci, convinto di poter trasformare l'inseguimento in una concreta possibilità di vittoria.
Il momento decisivo è arrivato quando un problema all’ammortizzatore ha rallentato Sesks, costringendolo a perdere la testa della classifica. Korhonen si è ritrovato così al comando e, per qualche momento, sembrava avere la vittoria a portata di mano. Il finlandese aveva saputo sfruttare la difficoltà del rivale e pareva finalmente in grado di concretizzare la rimonta. Ma il rally, ancora una volta, ha dimostrato quanto possa essere crudele e imprevedibile. Anche la Toyota di Korhonen ha accusato un problema tecnico, questa volta alla trasmissione anteriore, compromettendo la possibilità di mantenere il ritmo necessario per difendere la prima posizione.
A quel punto, la situazione è cambiata nuovamente e Sesks ha avuto l'opportunità di riprendersi il comando. Il lettone ha saputo approfittare delle circostanze, mantenendo la concentrazione e cercando di portare a termine il lavoro senza correre rischi inutili. La sua prestazione è stata soprattutto una dimostrazione di carattere, perché vincere dopo aver attraversato un momento difficile richiede una capacità di reazione che va oltre la semplice velocità. In una gara così combattuta, la differenza non l'ha fatta soltanto il tempo registrato nelle prove speciali, ma anche la capacità di resistere agli imprevisti e di non perdere la fiducia nei propri mezzi.
Alle spalle del vincitore si è fatto notare l'equipaggio francese composto da Pablo Sarrazin e Yannick Roche, protagonista di una prestazione concreta e regolare con la Lancia Ypsilon HF Integrale Rally2. I due hanno saputo sfruttare le difficoltà dei rivali e hanno concluso al secondo posto, conquistando un risultato particolarmente importante, il loro primo podio nel Campionato europeo. Per Sarrazin si tratta di una soddisfazione significativa, arrivata al termine di una gara nella quale la capacità di evitare errori ha avuto un peso determinante.
Korhonen ha invece dovuto accontentarsi della terza posizione, un risultato che lascia inevitabilmente un po' di amarezza se si considera quanto fosse vicino alla vittoria. Il finlandese aveva dimostrato di possedere il ritmo necessario per lottare fino alla fine, ma il problema tecnico ha vanificato parte del lavoro svolto. È proprio questo uno degli aspetti più duri del rally: si può guidare al massimo delle proprie possibilità, preparare con attenzione ogni prova e trovarsi comunque costretti a rinunciare al risultato più ambito per una difficoltà meccanica.
La vittoria finale è andata dunque a Mārtiņš Sesks e al navigatore Renārs Francis, capaci di concludere una giornata complicata con un successo di grande valore. Per Sesks si tratta della quinta vittoria nel Campionato europeo, un risultato che conferma le sue qualità e la sua capacità di competere ad alto livello anche quando la gara si mette in salita. Il vantaggio finale di oltre un minuto su Sarrazin racconta soltanto una parte della storia, perché dietro quel distacco si nasconde una giornata fatta di tensione, cambiamenti e decisioni delicate. Anche la squadra MRF Tyres ha potuto festeggiare, conquistando il successo nella classifica riservata ai team.
La giornata ha riservato soddisfazioni anche nella competizione nazionale portoghese, dove Armindo Araújo e Luís Ramalho hanno conquistato la vittoria con la Škoda Fabia RS Rally2. Il loro successo ha premiato una prestazione solida, costruita senza lasciarsi condizionare dalle difficoltà del percorso. Alle loro spalle hanno terminato Pedro Almeida e António Costa, al volante della Toyota GR Yaris Rally2, mentre il ritiro di Rúben Rodrigues ha modificato gli equilibri nella lotta per il campionato.
Per Araújo si è trattato di un risultato importante, capace di dare valore al lavoro della squadra e di confermare la competitività dell'equipaggio. Almeida, invece, ha potuto guardare alla classifica con maggiore fiducia, consapevole che il secondo posto rappresentava un risultato prezioso in ottica stagionale.
Alla fine, il Rally 6 Cidades Norte de Portugal ha lasciato l'immagine di una competizione nella quale nulla è stato scontato. La vittoria di Sesks è stata il risultato di velocità, esperienza e capacità di reagire, mentre il podio di Sarrazin ha premiato la regolarità e la concretezza. Korhonen, pur penalizzato dalla sfortuna, ha dimostrato di poter lottare per il successo fino alle ultime battute.
È questo il fascino del rally: ogni prova speciale racconta una storia diversa e il risultato finale nasce dall'equilibrio tra talento, preparazione, affidabilità meccanica e capacità di affrontare l'imprevisto. Sulle strade del Nord del Portogallo, i protagonisti hanno dovuto fare i conti con tutte queste variabili, offrendo una giornata intensa e combattuta. Con la conclusione della gara, il pubblico ha potuto salutare un appuntamento ricco di emozioni, nel quale la vittoria non è stata soltanto una questione di velocità, ma soprattutto di resistenza e determinazione.
La prova delle Lancia Ypsilon HF Integrale al Rally 6 Cidades Norte de Portugal va giudicata partendo da un dato importante: la vettura ha dimostrato di avere velocità per competere con le migliori Rally2, ma il bilancio complessivo è stato condizionato da risultati molto diversi tra i suoi equipaggi. Pablo Sarrazin, Nikolay Gryazin e Léo Rossel hanno mostrato potenziale, ma non tutti sono riusciti a trasformarlo in un risultato finale. Mentre non male il piazzamento delle due Ypsilon Rally4 di Dei Ceci (29°) e Dallapiccola (33°) anche se la fragilità delle Ypsilon è apparsa evidente.
Pablo Sarrazin è stato il volto più convincente della squadra. Il francese ha chiuso la seconda giornata in terza posizione assoluta e, nonostante qualche difficoltà di assetto, ha mostrato di poter reggere il confronto con Sesks e Korhonen. Aveva anche firmato il miglior tempo nella terza prova speciale, un segnale importante della competitività della Ypsilon. La sua stessa ammissione di dover lottare con la vettura, però, suggerisce che non tutto fosse perfettamente a punto. Il secondo posto finale in campionato era l’obiettivo ma….
Nikolay Gryazin, che è terminato 17° a 10’04.4, aveva iniziato con ambizioni importanti, facendo segnare il quarto tempo nella qualificazione e dimostrando subito di avere velocità. La sua gara, però, si è conclusa con il ritiro nell'ultima speciale di sabato, nella giornata di domenica ha fatto segnare buoni tempi ma da un pilota del Mondiale ci si aspettava qualche scratch che non è mai arrivato. È probabilmente l'episodio più pesante per il bilancio Lancia: un pilota del suo livello avrebbe potuto contribuire alla lotta nelle posizioni di vertice, ma non ha saputo giocarsi fino in fondo il risultato.
Léo Rossel ha mostrato a sua volta un buon potenziale, ma la sua gara è stata condizionata dalla rottura di un cerchio, che lo ha fatto precipitare in classifica. È un episodio che invita a distinguere la prestazione pura dal risultato: il francese aveva iniziato vicino ai migliori, ma un inconveniente di questo tipo può cancellare in pochi chilometri il lavoro costruito nelle prove precedenti.
Il discorso cambia per Andrea Mabellini, affiancato da Virginia Lenzi, che rappresentava uno degli osservati speciali della trasferta portoghese. L'equipaggio italiano arrivava all'ultimo appuntamento stagionale con l'obiettivo di difendere il secondo posto nella classifica europea. La sua prova va quindi letta anche in funzione del campionato, non soltanto del risultato del singolo rally. Comunque non ha convinto. Mabellini aveva iniziato con qualche difficoltà, chiudendo la qualificazione più lontano dai primissimi rispetto ai compagni di marca. Per un pilota che si giocava una posizione importante in campionato, la priorità era limitare i danni e raccogliere punti preziosi. In un appuntamento conclusivo, la gestione del rischio diventa parte integrante della prestazione: attaccare è necessario, ma bisogna anche evitare che un errore comprometta mesi di lavoro.
Nel complesso, la trasferta portoghese ha mostrato una Lancia capace di esprimere una buona velocità ma ancora esposta a episodi che possono cambiare radicalmente il bilancio di una gara. Sarrazin ha offerto segnali incoraggianti, Gryazin ha lasciato un risultato incompiuto e Rossel ha pagato un inconveniente pesante. Mabellini, invece, aveva soprattutto la responsabilità di difendere il proprio obiettivo europeo.
Il giudizio finale, quindi, è duplice: sul piano della prestazione pura, la Ypsilon HF Integrale ha dimostrato di poter stare vicino alle migliori; sul piano del risultato collettivo, gli inconvenienti per errori o per affidabilità hanno impedito di raccogliere tutto il potenziale mostrato. (Marc Canone)
CLASSIFICA FINALE:
1.Mārtiņš Sesks Škoda Fabia RS Rally2 2h.05’12,1
2.Pablo Sarrazin Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale +1:02,9
3.Roope Korhonen Toyota GR Yaris Rally2 +1:25,0
4.Jan Solans Škoda Fabia RS Rally2 +1:48,0
5.Simone Tempestini Škoda Fabia RS Rally2 +2:28,4
6.Arthur Pelamourgues Hyundai i20 N Rally2 +3:19,0
7.Armindo Araújo Škoda Fabia RS Rally2 +3:25,8
8.Miko Marczyk Škoda Fabia RS Rally2 +4:00,3
9.Pedro Almeida Toyota GR Yaris Rally2 +4:04,4
10.Léo Rossel Lancia Ypsilon Rally2 HF Integrale +4:37,2
CLASSIFICA PILOTI:
1.SUNINEN 137; 2. MARCZYK 103; 3.MABELLINI 98; 4.TEMPESTINI 72; 5. SESKS 63; 6. MATULKA 58; 7.BASSO 45; 8. SARRAZIN 37; 9. MEEKE 34; 10.DAPRA’ 30