6 Ore di Fuji: Toyota trionfa nella gara di casa, Alpine e BMW sul podio, Ferrari….a mani vuote e peggio di Cadillac, Aston Martin e Peugeot

(nostro inviato) La 6 Ore del Fuji ha regalato al FIA World Endurance Championship una gara destinata a essere ricordata soprattutto per il duello finale tra Toyota e Alpine. Sul circuito giapponese, davanti al pubblico di casa, la Toyota numero 8 di Sébastien Buemi, Brendon Hartley e Ryō Hirakawa ha conquistato una vittoria importantissima al termine di sei ore nelle quali la situazione in Hypercar è cambiata più volte. Il successo è arrivato dopo 203 giri e con un distacco di appena 0,591 secondi sull'Alpine numero 36, un margine che fotografa perfettamente l'intensità di una gara rimasta incerta fino alla bandiera a scacchi.
Il fine settimana era iniziato sotto il segno del maltempo. Le condizioni meteorologiche avevano infatti costretto la direzione gara a cancellare le qualifiche e la Hyperpole, rendendo necessario utilizzare i migliori tempi ottenuti nelle prove libere per determinare la griglia di partenza. Una situazione particolare che aveva favorito l'Alpine numero 36 di Jules Gounon e Victor Martins, capace di conquistare la prima posizione davanti alla vettura gemella numero 35. Per Alpine si trattava di un risultato storico, perché la A424 otteneva così la prima pole position della propria esperienza nel FIA WEC.
La partenza aveva immediatamente confermato la competitività delle vetture francesi. La Alpine numero 36 è riuscita a mantenere la testa della corsa e, con il passare dei giri, ha costruito un vantaggio significativo sugli avversari. La Toyota numero 8, invece, ha dovuto affrontare una prima parte di gara nella quale non tutto sembrava funzionare secondo i piani. Il ritmo della vettura giapponese era competitivo, ma Alpine riusciva a gestire molto bene sia il passo sia le finestre dei pit stop, mantenendosi stabilmente davanti.
Anche la Toyota numero 7 ha dovuto affrontare una giornata complicata. Nyck de Vries è stato coinvolto in un episodio con la Alpine numero 35 dopo un problema alla gomma anteriore sinistra. Nel tentativo di recuperare terreno, il pilota Toyota ha avuto un contatto con Ferdinand Habsburg, finendo in testacoda e perdendo una quindicina di secondi. L'intervento della Safety Car ha però successivamente ricompattato il gruppo e permesso alla vettura di rientrare nella lotta, anche se la numero 7 non sarebbe riuscita a trasformare la rimonta in un risultato di vertice.
Davanti, intanto, la Alpine numero 36 continuava a sembrare la macchina da battere. La vettura francese aveva mostrato una notevole costanza e, arrivati nella seconda metà della gara, la prospettiva di una prima vittoria Alpine nel WEC appariva concreta. Toyota, però, non aveva mai smesso di lavorare sulla strategia. In una gara di sei ore, soprattutto su un circuito come Fuji, la posizione in pista e la gestione degli pneumatici possono diventare determinanti quanto il ritmo puro, e proprio questi elementi avrebbero deciso il risultato.
Il momento fondamentale è arrivato nell'ultima ora, quando un incidente della McLaren numero 58 di Garage 59 ha provocato una nuova neutralizzazione. Finn Gehrsitz è uscito dall'incidente senza conseguenze fisiche, ma la Safety Car ha avuto un effetto enorme sulla classifica. Il gruppo si è ricompattato e le squadre hanno dovuto prendere rapidamente una decisione sul modo migliore di affrontare lo sprint conclusivo.
Toyota ha scelto di rischiare con la numero 8. Durante l'ultima sosta, la squadra ha deciso di non montare pneumatici nuovi, limitandosi al rifornimento necessario per arrivare alla fine. Una scelta tutt'altro che scontata, perché significava affidarsi a gomme già utilizzate negli ultimi venti minuti della gara, ma che ha permesso alla Toyota di mantenere una posizione in pista estremamente favorevole. L'Alpine numero 36 ha invece scelto una strategia più prudente, montando quattro pneumatici nuovi.
Alla ripartenza mancavano circa ventuno minuti alla conclusione e la situazione era completamente cambiata. Hirakawa si trovava davanti, mentre alle sue spalle la BMW numero 15 di Dries Vanthoor cercava di sfruttare la propria posizione. L'Alpine numero 36 era costretta a recuperare e Martins ha immediatamente iniziato a spingere. Il francese ha superato prima la Aston Martin numero 009 e poi è riuscito a portarsi davanti anche alla BMW, conquistando la seconda posizione.
A quel punto la gara si è trasformata in un duello diretto tra Alpine e Toyota. Martins disponeva del vantaggio delle gomme nuove e la Alpine sembrava avere il potenziale necessario per recuperare rapidamente il distacco. Hirakawa, invece, doveva gestire pneumatici più usurati e contemporaneamente difendere la posizione più importante della gara. Il traffico delle vetture doppiate ha aggiunto un ulteriore elemento di difficoltà, trasformando gli ultimi giri in una partita tattica oltre che tecnica.
La Toyota ha però resistito. Hirakawa ha sfruttato ogni opportunità per impedire alla Alpine di avvicinarsi abbastanza da poter tentare un attacco decisivo. In alcuni passaggi il distacco è sceso a pochi decimi, ma la numero 8 è riuscita a rimanere davanti. Martins ha continuato a cercare una possibilità fino agli ultimi metri, senza però riuscire a completare il sorpasso.
Dopo sei ore di gara, la Toyota numero 8 ha tagliato il traguardo con appena 0,591 secondi di vantaggio sull'Alpine numero 36. Un margine praticamente inesistente dopo 203 giri, che rende ancora più significativo il successo dell'equipaggio formato da Buemi, Hartley e Hirakawa. Per Toyota è stata la decima vittoria nella storia della 6 Ore del Fuji e il ritorno al successo sul circuito di casa dopo il precedente trionfo del 2023.
Il terzo posto è andato alla BMW numero 15 di Dries Vanthoor, Kevin Magnussen e Raffaele Marciello, staccata di 6,415 secondi dalla Toyota. La Alpine numero 35 ha concluso quarta, mentre la Cadillac numero 38 ha completato la top five. Più indietro hanno terminato la Peugeot numero 94, la Cadillac numero 12, la Toyota numero 7 e la Ferrari numero 51 di AF Corse, con la Aston Martin numero 009 a chiudere le prime dieci posizioni.
Il risultato ha avuto conseguenze importanti anche per il campionato. Grazie alla vittoria di Fuji, Buemi, Hartley e Hirakawa sono saliti al comando della classifica piloti. Per Toyota si tratta quindi di un successo dal peso doppio: da una parte il valore simbolico della vittoria davanti al pubblico giapponese, dall'altra la possibilità di arrivare alle ultime due gare della stagione con una posizione di vertice nella corsa al titolo.
La gara di Fuji ha inoltre confermato la crescita dell'Alpine. La numero 36 è stata per gran parte della giornata la vettura più competitiva e soltanto una scelta strategica diversa nell'ultima fase ha impedito alla squadra francese di trasformare la pole position e il ritmo mostrato durante la gara in una vittoria. Martins ha avuto la possibilità concreta di superare la Toyota nel finale, ma Hirakawa è riuscito a difendersi fino alla bandiera a scacchi.
Peugeot e Genesis chiudono la 6 Ore del Fuji 2026 con un risultato al di sotto delle aspettative. Una Peugeot non riesce a completare la gara, mentre la Genesis porta a casa un piazzamento lontano dalle prime posizioni. Una gara quindi difficile per entrambe, caratterizzata da un ritmo non sufficiente per lottare con i protagonisti. Resta comunque l’esperienza accumulata in una prova impegnativa, utile per continuare a lavorare e migliorare nelle prossime gare del campionato.
Alle spalle della battaglia per il podio Hypercar, anche la LMGT3 ha regalato un finale molto combattuto. La vittoria è andata alla BMW M4 LMGT3 numero 32 del Team WRT, affidata a Augusto Farfus, Sean Gelael e Darren Leung. La vettura tedesca era partita soltanto dalla quattordicesima posizione, ma una strategia efficace e soprattutto un grande stint finale di Farfus hanno permesso alla BMW di risalire progressivamente la classifica.
Nella fase conclusiva Farfus ha sfruttato al meglio le gomme nuove per superare diverse vetture e portarsi nella lotta per la vittoria. La BMW ha infine avuto la meglio sulla Aston Martin numero 27 di Heart of Racing, con Mattia Drudi protagonista della rimonta finale. Il distacco tra le due vetture è stato di appena 1,062 secondi. Terza ha concluso la Corvette numero 34, mentre la Ferrari numero 54 ha terminato quarta.
La LMGT3 ha quindi completato una giornata già ricca di emozioni, ma il centro della scena è rimasto inevitabilmente occupato dalla sfida tra Toyota e Alpine. Il Fuji ha mostrato ancora una volta quanto nell'endurance una gara possa cambiare completamente negli ultimi minuti e quanto una decisione presa durante un pit stop possa valere più di decine di giri condotti in testa. Toyota ha rischiato, ha rinunciato al cambio gomme e ha affidato a Hirakawa la difesa del successo. Alpine ha scelto invece pneumatici nuovi e ha provato fino all'ultimo a sfruttare il vantaggio prestazionale. Alla fine sono stati poco più di cinque decimi a separare la vittoria dalla sconfitta.
Con due gare ancora da disputare, il campionato entra quindi nella sua fase decisiva. La 6 Ore del Fuji ha modificato gli equilibri della classifica e ha consegnato a Toyota un successo fondamentale nella corsa al titolo. Il prossimo appuntamento sarà la 6 Ore di Barcellona, in programma dal 16 al 18 ottobre, dove la battaglia per il mondiale ripartirà da quanto visto in Giappone: Toyota davanti, Alpine pronta a rispondere e un gruppo di inseguitori ancora pienamente coinvolto nella lotta.(Dan Wolf)
RISULTATO FINALE:
1 - Buemi-Hartley-Hirakawa (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 203 giri
2 - Gounon-Martins (Alpine A424) - Alpine - 0"591
3 - Magnussen-Marciello-D.Vanthoor (BMW M Hybrid V8) - WRT - 6"415
4 - Milesi-Habsburg (Alpine A424) - Alpine - 7"699
5 - Bamber-Bourdais-Aitken (Cadillac V-Series.R) - Jota - 8"142
6 - Duval-Jakobsen-Pourchaire (Peugeot 9X8) - Peugeot - 10"176
7 - Stevens-Nato (Cadillac V-Series.R) - Jota - 13"497
8 - Conway-Kobayashi-De Vries (Toyota TR010 Hybrid) - Toyota - 14"206
9 - Riberas-Sørensen (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 24"237
10 - Pier Guidi-Calado-Giovinazzi (Ferrari 499P) - Ferrari AF - 26"443
11 - Jaminet-Chatin-Juncadella (Genesis GMR-001) - Genesis - 45"525
12 - Ye-Kubica-Hanson (Ferrari 499P) - AF Corse - 1 giro
13 - Frijns-Rast-S.Van der Linde (BMW M Hybrid V8) - WRT - 1 giro
14 - Tincknell-Gamble (Aston Martin Valkyrie) - Thor - 1 giro
15 - Lotterer-Derani-Jaubert (Genesis GMR-001) - Genesis - 1 giro
16 - Leung-Gelael-Farfus (BMW M4 LMGT3) - WRT - 16 giri
17 - James-Robichon-Drudi (Aston Martin Vantage LMGT3) - HoR - 16 giri
18 - Dempsey-Yoluç-Eastwood (Corvette Z06 LMGT3) - Turkey by TF - 16 giri
19 - Flohr-Castellacci-Rigon (Ferrari 296 LMGT3) - AF Corse - 16 giri
20 - Keating-Edgar-Catsburg (Corvette Z06 LMGT3) - TF Sport - 16 giri
21 - McIntosh-Thompson-Harper (BMW M4 LMGT3) - WRT - 16 giri
22 - Cottingham-Boguslavskiy-Güven (Porsche 911 LMGT3) - Manthey - 16 giri
23 - Au-Fleming-Kirchhöfer (McLaren 720S LMGT3) - Garage 59 - 16 giri
24 - Powell-Tuck-Priaulx (Ford Mustang LMGT3) - Proton - 16 giri
25 - Van Rompuy-David-Masson (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 16 giri
26 - Umbrărescu-Schmid-López (Lexus RC F LMGT3) - Akkodis ASP - 18 giri
27 - Shahin-Pera-Lietz (Porsche 911 LMGT3) - Manthey - 22 giri
28 - Zelger-Cressoni-Hodenius (Mercedes AMG LMGT3) - Iron Lynx - 25 giri