02/11/2026
Direttore: Franco Liistro

F.1: vince Verstappen ma la festa è solo per Kimi, la Ferrari illude….come sempre e volano gli stracci

Città del Messico (nostro inviato). A Città del Messico vince Max Verstappen, ma il vero padrone della domenica è un ragazzo italiano di vent'anni che risponde al nome di Andrea Kimi Antonelli. La Formula 1 si inchina al nuovo fenomeno, mentre la Ferrari riesce ancora una volta nell'impresa di trasformare una giornata che sembrava da ricordare in un'altra occasione per discutere, recriminare e guardarsi storto.

Il Gran Premio del Messico consegna alla storia il più giovane campione del mondo di sempre. Antonelli chiude terzo, quanto basta per mettere definitivamente le mani sul titolo iridato, riportando l'Italia sul tetto della Formula 1 dopo 73 anni. L'ultimo era stato Alberto Ascari, nel 1953. Una vita fa, praticamente un'altra epoca.

Kimi non ha bisogno di vincere la gara, perché ha già vinto la stagione. Gli basta amministrare, resistere, non farsi trascinare nel vortice della tensione. E lo fa con la maturità di un veterano, nonostante abbia appena vent'anni. Sul podio sorride, si commuove, abbraccia la sua squadra e la famiglia. È la sua domenica, è la domenica dell'Italia.

Davanti, intanto, c'è un Verstappen che non ha alcuna intenzione di fare da comparsa alla festa degli altri. Partito quinto, l'olandese costruisce una gara di sostanza, approfitta delle schermaglie Ferrari e si prende una vittoria pesantissima. Alle sue spalle Lewis Hamilton, secondo, rimane incollato fino alla bandiera a scacchi, senza però trovare il varco per sferrare l'attacco decisivo. Terzo Antonelli, quarto Leclerc.

E qui comincia un'altra storia, quella della Ferrari. Perché a Maranello avevano apparecchiato una domenica da grandi occasioni. Hamilton in pole position, la prima con la Rossa, Leclerc terzo e la sensazione che finalmente potesse essere arrivata la giornata buona. Ma tra le speranze e la realtà, ancora una volta, si è infilato il solito copione.

Al via le due Ferrari finiscono subito al centro della scena. Leclerc attacca, Hamilton difende, le macchine rosse si ritrovano protagoniste di una battaglia interna che rischia di compromettere tutto. Il monegasco va oltre i limiti della pista e incassa cinque secondi di penalità. Verstappen ringrazia, passa davanti e comincia a costruire il proprio successo.

Hamilton, che aveva sognato di trasformare la pole in una vittoria, si ritrova a inseguire. E mentre l'inglese prova a salvare il salvabile, la tensione nel box Ferrari sale. Via radio arrivano messaggi tutt'altro che distesi. Lewis non nasconde il proprio malumore e mette nel mirino anche la gestione della situazione con il compagno di squadra.

La gara, già movimentata, diventa poi un concentrato di incidenti, neutralizzazioni e colpi di scena. Il violento schianto di Valtteri Bottas con la Cadillac porta alla bandiera rossa e interrompe la corsa. Alla ripartenza Verstappen conserva il comando, Antonelli sale in terza posizione e Leclerc deve difendersi. Nel finale arriva anche la Safety Car, ma l'olandese non si lascia sorprendere.

Hamilton ci prova fino all'ultimo, resta a meno di un secondo dal vincitore, ma deve accontentarsi del secondo posto. Leclerc chiude quarto, con il rammarico di una gara che avrebbe potuto raccontare una storia diversa. E così, mentre Mercedes festeggia il suo nuovo campione e Verstappen alza il trofeo, a Maranello restano le domande e soprattutto i musi lunghi.

Perché la Ferrari continua a illudere. Una pole, una buona partenza, qualche giro da protagonista e poi puntualmente qualcosa si rompe: la strategia, la gestione, gli equilibri interni o, più semplicemente, lacapacità di trasformare il potenziale in risultati. La velocità non manca sempre, ma la sensazione è che manchi ancora tutto il resto.

E quando le ambizioni sono quelle della Ferrari, arrivare secondi e quarti non può bastare per sorridere. Soprattutto se la domenica si chiude con un pilota che chiede spiegazioni e un compagno di squadra che finisce nel mirino. Gli stracci volano, le dichiarazioni pesano e il box diventa un luogo decisamente meno tranquillo del solito.

Il Messico, insomma, racconta tre verità: Verstappen sa ancora come vincere, Antonelli è già entrato nella storia e la Ferrari deve fare i conti con i propri fantasmi. Max festeggia il successo, Kimi il Mondiale. A Maranello, invece, c'è poco da brindare. E molta, moltissima, voglia di parlare.

LE PAGELLE DI CITTA’ DEL MESSICO:

MERCEDES – 10: ll voto più alto della giornata. Antonelli è campione del mondo a vent'anni, terzo al traguardo e protagonista di una stagione straordinaria. Non si può chiedere di più. Russell chiude sesto e resta un po' nell'ombra, ma la festa è tutta per Kimi. Mercedes si gode un capolavoro sportivo e un ragazzo che ha già riscritto la storia della Formula 1.

RED BULL – 9: Verstappen è un fenomeno e non scopriamo certo oggi la sua capacità di trasformare una gara complicata in una vittoria. Parte quinto, legge perfettamente la corsa e si prende il Messico con la solita freddezza. Una lezione di concretezza. Hadjar, dodicesimo, non riesce invece a dare una mano alla festa della squadra. Ma quando hai Max, spesso basta lui.

McLAREN – 6,5: Norris quinto, Piastri settimo. Non è il risultato che sognavano, soprattutto considerando le ambizioni della vigilia. La squadra non riesce a inserirsi nella lotta per la vittoria e paga anche una domenica movimentata. Norris limita i danni, Piastri non trova il passo per risalire. Una McLaren lontana dai giorni migliori.

ALPINE – 6,5: Colapinto ottavo, Gasly decimo: due macchine a punti e una domenica da incorniciare. Non sarà una vittoria, ma per una squadra che ha attraversato tante difficoltà è un risultato prezioso. Concretezza, pazienza e finalmente un po' di soddisfazione. Bravi.

RACING BULLS – 6,5: Lawson porta a casa un nono posto di sostanza, partendo addirittura dalla pit lane. Una rimonta intelligente, costruita senza strafare. Lindblad invece finisce fuori dopo una domenica complicata. Bilancio positivo, ma con qualche rimpianto.

AUDI – 6: Bortoleto undicesimo, Hulkenberg sedicesimo. La squadra resta fuori dalla zona punti, ma almeno il brasiliano ci va vicino. C'è ancora parecchio lavoro da fare per essere competitivi con continuità. La strada è lunga, anche se qualche segnale incoraggiante si intravede.

WILLIAMS – 5,5: Albon quattordicesimo, Sainz quindicesimo. Una gara senza acuti, con entrambe le vetture lontane dalla zona punti. Non basta arrivare al traguardo: serve ritrovare prestazione e capacità di inserirsi nella lotta di centro gruppo. Domenica da dimenticare in fretta.

HAAS – 4,5: Hirakawa tredicesimo, Bearman ritirato. Il risultato non premia la squadra americana, che raccoglie poco da una gara nella quale serviva ben altro. Il giapponese porta la macchina al traguardo, ma non basta per cambiare il giudizio complessivo.

FERRARI – 4: Il risultato dice secondo e quarto posto. Non sarebbe nemmeno da buttare, se non fosse per tutto quello che succede intorno. Hamilton sfiora la vittoria, Leclerc paga cinque secondi di penalità dopo il duello al via e il box finisce nuovamente sotto pressione. La velocità c'è, la gestione dei momenti difficili molto meno. Si parte con la speranza di vincere e si finisce a discutere di ordini, comunicazioni e rispetto reciproco. A Maranello il cronometro non è l'unico problema.

ASTON MARTIN – 4: Doppio ritiro per problemi tecnici: Alonso e Stroll salutano la gara senza vedere la bandiera a scacchi. Una domenica disastrosa, che conferma quanto sia complicato il momento della squadra. Quando non riesci nemmeno a finire la corsa, parlare di ambizioni diventa esercizio di fantasia.

CADILLAC – 4,5: Perez diciassettesimo, Bottas ritirato dopo il violento incidente che provoca la bandiera rossa. Una giornata complicata, con il messicano che almeno riesce a tagliare il traguardo davanti al pubblico di casa. Ma la squadra ha ancora tanto da imparare. Il progetto è giovane, i problemi sono già parecchi e a Casa qualcuno comincia già  storcere il naso di fronte a certe cifre investite e che si dovranno investire ancora. (Dan .Wolf)

Domenica 1 novembre 2026, gara:

1 - Max Verstappen (Red Bull-Ford) - 71 giri

2 - Lewis Hamilton (Ferrari) - 0"799

3 - Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) - 4"006

4 - Charles Leclerc (Ferrari) - 10"707

5 - Lando Norris (McLaren-Mercedes) - 11"778

6 - George Russell (Mercedes) - 12"263

7 - Oscar Piastri (McLaren-Mercedes) - 19"475

8 - Franco Colapinto (Alpine-Mercedes) - 20"204

9 - Liam Lawson (Racing Bulls-Ford) - 20"899

10 - Pierre Gasly (Alpine-Mercedes) - 21"483

11 - Gabriel Bortoleto (Audi) - 22"041

12 - Isack Hadjar (Red Bull-Ford) - 22"503

13 - Ryo Hirakawa (Haas-Ferrari) - 25"373

14 - Alexander Albon (Williams-Mercedes) - 27"562

15 - Carlos Sainz (Williams-Mercedes) - 28"638

16 - Nico Hulkenberg (Audi) - 29"977

17 - Sergio Perez (Cadillac-Ferrari) - 30"695

Classifica campionato piloti

1.Antonelli 380; 2.Verstappen 261; 3.Hamilton 259; 4.Russell 250; 5.Leclerc 245; 6.Norris 221; 7.Piastri 150; 8.Hadjar 105; 9.Lawson 79; 10.Gasly 43; 11.Lindblad 38; 12.Colapinto 31; 13.Bearman 23; 14.Hulkenberg 13; 15.Bortoleto 10; 16.Sainz, Ocon, Alonso 7; 19.Albon 5; 20.Tsunoda 1.

Classifica Campionato Costruttori

1.Mercedes 630; 2.Ferrari 504; 3.Red Bull-Ford 380; 4.McLaren-Mercedes 371; 5.Racing Bulls-Ford 104; 6.Alpine-Mercedes 74; 7.Haas-Ferrari 30; 8.Audi 23; 9.Williams-Mercedes 12; 10,Aston Martin-Honda 7.