Lepas L8: il leopardo è pronto a graffiare….con eleganza e comfort

Forlì. A guardarla ferma, la Lepas L8 racconta già abbastanza bene che cosa vuole essere. Un Suv importante, elegante senza cercare l'effetto spettacolare, con quelle proporzioni che ormai appartengono al gusto internazionale dell'automobile e una buona dose di tecnologia messa in bella evidenza. Ma è soltanto quando si apre la portiera e ci si mette al volante che si comincia a capire davvero quale sia la strada scelta da questo nuovo marchio del gruppo Chery, arrivato in Italia con l'ambizione di conquistare uno spazio nel mercato europeo.
La presentazione è stata quindi anche l'occasione per mettere alla prova la L8 sulle strade della Romagna. E la prima impressione è quella di un'automobile che non ha alcuna intenzione di fare la voce grossa. Non cerca la sportività esasperata, non vuole impressionare con accelerazioni mozzafiato e nemmeno trasformare ogni curva in una sfida. La sua idea di automobile è più semplice e, forse, più concreta: viaggiare comodi, nel silenzio, con tanta tecnologia a bordo e con un sistema ibrido capace di adattarsi tanto alla città quanto ai viaggi più lunghi.
Partiamo dall'esterno. La L8 è lunga 4,69 metri e ha un passo di 2,80 metri, misure che la collocano a pieno titolo nella categoria dei Suv medio-grandi. Il frontale è la parte più caratterizzata, con una grande calandra che dà importanza al muso e gruppi ottici sottili , quelli di un leopardo, che cercano di alleggerirne visivamente le dimensioni. Non è un disegno rivoluzionario, ma è moderno e soprattutto immediatamente riconoscibile.
Di profilo la carrozzeria appare più equilibrata. La fiancata è pulita, senza eccessi di nervature, mentre la linea dei finestrini accompagna verso il posteriore una silhouette piuttosto elegante. I grandi cerchi, da 19 o 20 pollici secondo l'allestimento, completano l'immagine di una vettura che vuole presentarsi come un prodotto quasi premium.
Dietro, invece, sono i gruppi ottici a catturare l'attenzione. La firma luminosa corre lungo la coda e contribuisce a rendere la L8 riconoscibile anche al buio. Nel complesso è un'auto che non sembra progettata per stupire a tutti i costi. Punta piuttosto su un'eleganza internazionale, con dettagli che strizzano l'occhio al gusto europeo.
Salendo a bordo si ritrova la stessa impostazione. L'abitacolo è ampio e l'impressione iniziale è quella di un ambiente curato, nel quale la tecnologia ha un ruolo centrale ma non prende completamente il sopravvento. La plancia è dominata dallo schermo centrale da 13,2 pollici, affiancato dalla strumentazione digitale. Tutto è abbastanza ordinato e, dopo qualche minuto necessario per prendere confidenza con i comandi, anche intuitivo. Sedersi al posto guida è come immergersi “in una vasca da bagno”, il commento in sede di illustrazione statica.
È soprattutto la quantità di equipaggiamento a sorprendere. La L8 dispone di Apple CarPlay e Android Auto wireless, climatizzatore bizona, fari Full Led e sistemi di assistenza alla guida che appartengono ormai alle fasce più alte del mercato. La telecamera con visuale a 540 gradi è particolarmente utile quando si deve parcheggiare un'auto di queste dimensioni.
La versione più ricca, la Elegance, aggiunge poi una serie di elementi che fanno cambiare decisamente atmosfera all'abitacolo: sedili anteriori riscaldati, ventilati e con funzione massaggio, tetto panoramico e impianto audio Sony. Non sono accessori destinati a cambiare il comportamento della macchina, ma contribuiscono a costruire quella sensazione di comfort sulla quale Lepas sembra aver puntato con decisione.
Anche dietro lo spazio non manca anzi sarebbe la felicità per chi vuole stendere le gambe. I 2,80 metri di passo si fanno sentire soprattutto per chi viaggia sui sedili posteriori, mentre il bagagliaio offre una capacità che va da 507 a 1.314 litri. È dunque una vettura che può tranquillamente essere interpretata come automobile familiare, soprattutto per chi percorre molti chilometri.

La parte più interessante, però, è nascosta sotto la carrozzeria. La L8 utilizza la tecnologia Super Hybrid del gruppo Chery, un sistema plug-in nel quale un motore 1.5 turbo benzina a ciclo Miller da 143 cavalli lavora insieme a due unità elettriche. La potenza complessiva arriva a 279 cavalli e la coppia a 365 Nm.
La batteria ha una capacità di 18,4 kWh e permette, secondo i dati dichiarati, di percorrere fino a 90 chilometri in modalità esclusivamente elettrica nel ciclo WLTP. In città il valore dichiarato sale a 123 chilometri. Numeri che, nella vita quotidiana, possono significare una cosa molto semplice: per molti spostamenti casa-lavoro si può utilizzare la L8 come una vettura elettrica, lasciando al motore termico il compito di entrare in gioco quando arrivano i viaggi più lunghi.
Ed è proprio questa la sensazione che emerge durante la prova sulle strade delle colline intorno a Forlì. La L8 parte in silenzio e, quando la batteria ha sufficiente carica, si muove con la naturalezza tipica di una vettura elettrica. La spinta è immediata ma non aggressiva, mentre il passaggio al motore benzina avviene in maniera generalmente progressiva.
I 279 cavalli ci sono, e si sentono quando si chiede maggiore accelerazione, ma non sono utilizzati per dare alla L8 un carattere sportivo. Lo 0-100 viene dichiarato in 7,9 secondi, un dato che racconta bene la sua filosofia: prestazioni più che sufficienti, senza la necessità di trasformarle in una dimostrazione di forza.
Il vero punto di forza, durante la guida, è piuttosto il comfort. Le sospensioni assorbono con una certa efficacia le irregolarità dell'asfalto e l'abitacolo rimane piacevolmente silenzioso. Anche nei tratti extraurbani la L8 dà l'impressione di essere nata soprattutto per accompagnare i passeggeri senza affaticarli.
Lo sterzo è leggero, caratteristica che si apprezza soprattutto in città e nelle manovre, mentre sulle strade più tortuose restituisce sensazioni meno coinvolgenti. Ma sarebbe sbagliato considerarlo un difetto in senso assoluto: la L8 non nasce per essere un Suv sportivo. Il suo terreno naturale sono piuttosto la città, la statale, l'autostrada e, più in generale, i percorsi nei quali contano comodità e facilità di guida.
Anche il sistema frenante si dimostra abbastanza intuitivo, nonostante la presenza della frenata rigenerativa. Il passaggio tra recupero dell'energia e intervento dei freni tradizionali è progressivo e permette di prendere rapidamente confidenza con la vettura.
La ricarica può avvenire anche in corrente continua fino a 40 kW e, secondo i dati forniti dal costruttore, per passare dal 30 all'80 per cento sono necessari circa venti minuti. L'autonomia complessiva dichiarata supera invece i mille chilometri. Sono numeri importanti, soprattutto per chi ancora guarda con diffidenza alle auto elettrificate per il timore di dover programmare ogni spostamento. La L8 cerca dunque di rispondere proprio a questa esigenza: usare l'elettrico quando conviene e avere comunque a disposizione il motore termico quando la distanza aumenta.
Resta il tema del prezzo. La L8 parte da 41.700 euro nella versione Essence e arriva a 44.700 euro con l'allestimento Elegance. Una fascia di mercato nella quale il confronto con i marchi europei è inevitabile e nella quale Lepas dovrà dimostrare che dotazioni, tecnologia e qualità percepita possono compensare la minore familiarità del marchio.
Dopo la prima presa di contatto, comunque, la L8 lascia l'impressione di essere un prodotto costruito con una precisa idea in testa. Non conquistare il guidatore attraverso la ricerca della prestazione assoluta, ma attraverso la facilità, il comfort e la ricchezza dell'equipaggiamento.

È una filosofia che può piacere soprattutto a chi considera l'automobile prima di tutto uno spazio nel quale trascorrere bene il proprio tempo. Una vettura silenziosa quando serve, brillante quando si chiede potenza, capace di muoversi in elettrico per gli spostamenti quotidiani e pronta a trasformarsi in una normale automobile ibrida quando la strada si allunga.
La prova sulle strade romagnole, insomma, racconta una L8 che sembra avere le idee piuttosto chiare. Non promette di essere la più sportiva, la più potente o la più originale del segmento. Promette qualcosa di forse più utile nella vita di tutti i giorni: spazio, silenzio, comfort, tecnologia e la possibilità di viaggiare in elettrico senza dover rinunciare alla libertà del motore termico.
Il vero punto interrogativo, più che la macchina, resta dunque il marchio. Lepas è ancora un nome da costruire nella fiducia degli automobilisti italiani. Ma la L8 arriva sul mercato con argomenti concreti: non soltanto una lista di accessori, ma una vettura che, una volta messi da parte i pregiudizi verso i nuovi costruttori cinesi, dimostra di sapere stare bene sulla strada.
E forse è proprio questa la sorpresa più interessante della prova. La L8 non sembra chiedere al cliente di scegliere tra tecnologia e praticità, tra elettrico e autonomia, tra comfort e prestazioni. Prova a metterli insieme, offrendo molto già dalla versione d'ingresso e qualcosa in più con l'allestimento Elegance.
Per chi oggi sta cercando un Suv familiare, spazioso e moderno, disposto a guardare oltre i marchi tradizionali, la Lepas L8 merita quindi di entrare nella lista delle automobili da provare prima di decidere. Perché alla fine, più dei numeri sulla carta, conta quello che succede quando si chiude la portiera, si avvia la macchina e si comincia a guidare. E dopo i primi chilometri sulle strade di Forlì, la sensazione è che questa nuova arrivata abbia tutte le carte per farsi prendere sul serio. (Franco Liistro)