Massimo Di Risio: ”L’obiettivo di DR Automobiles è quota 50.000 vetture entro due anni, la nuova Osca e il lancio di Itala le prossime novità”

Torino. Al recente Salone dell’Auto di Torino a colpire l’attenzione dei visitatori è stata l’infilata di gazebo espositivi dedicati ai brand che operano sotto l’ombrello della DR Automobiles Group, ben sette : DR, EVO, Sportequipe, ICH-X, Tiger, Birba cui proprio nell’evento torinese si è aggiunto Stilnovo. Una presenza importante quanto pesante con una squadra di rappresentanti commerciali di ogni brand giustamente orgogliosi ma sempre sotto lo sguardo attento e puntuale del Presidente, nonché fondatore di DR Automobiles Group, Massimo Di Risio che dai primi anni’80 è uno dei player dell’automotive in Italia prima come pilota poi come imprenditore.

Da dove è partito Massimo Di Risio?
I primi passi li ho compiuti a un Fiat Day quando mi sono messo al volante di una Ritmo, fu la prima esperienza, si fa per dire, da pilota poi sono arrivate le auto da corsa vere con il debutto al volante di una Formula Abarth ….il virus oramai mi aveva preso con l’aggiunta dell’idea di diventare un costruttore. C’è voluto molto tempo ma alla fine il progetto si è realizzato agli inizi degli anni 2000. Il motorsport mi aveva insegnato la capacità di reagire, a non arrendersi e avere una visione chiara e non temere di sfidare lo status quo. Nel settore automotive, se fai le cose come tutti gli altri, non ottieni nulla. Noi abbiamo osato combinare l'Italia con “l’altro Mondo” e questo ha fatto la differenza. Da sempre le mie linee guida sono state concretezza e la passione. Certo il business è importante, da questo dipende la vita di una comunità ma per me è l’automobile è una …esigenza
DR Automobiles Group è nato da una sua intuizione. Qual è stato il momento chiave che l'ha convinta a diventare costruttore e qual è la sua personale visione che guida il Gruppo?

Il momento chiave è stato capire che il mercato chiedeva un'alternativa: vetture complete, moderne e accessibili, con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La mia visione è stata quella di unire l'eccellenza della produzione e della componentistica cinese, con la cura e il know-how industriale italiano per la finalizzazione, la distribuzione e il servizio post-vendita. Volevamo creare un vero polo industriale italiano, partendo dal Molise, a Macchia di Isernia che è e sarà sempre il nostro head quarter anche quando sarà completato il nuovo stabilimento di Anagni (ex Saxa Gres). La sede di Isernia che conta oramai più di 500 dipendenti non è solo un impianto di assemblaggio, ma un centro di innovazione, ricerca e formazione che funge da volano economico per tutto il territorio circostante. Importiamo kit di vetture finite e le sottoponiamo a una nuova ingegnerizzazione e assemblaggio aggiungendo componenti europee, la nostra tecnologia bifuel GPL/Benzina e il nostro design e tuning. Orgogliosamente le nostre vetture hanno l’etichetta “Made in Italy”

Negli anni avete lanciato nuovi marchi come EVO, Sportequipe, Tiger e X ora si aggiunge Stilnovo. Qual è la strategia di segmentazione tra questi brand e quale ruolo giocano?
Ogni brand ha un suo posizionamento preciso: DR è il marchio storico per il grande pubblico con un ottimo value for money. EVO è l'essenziale, il più accessibile e pragmatico. Sportequipe è il nostro ingresso nel segmento Premium/Sportivo, con dotazioni più ricche, motorizzazioni più performanti e un'attenzione maggiore allo stile. X si focalizza sui fuoristrada specialistici, Stilnovo punterà su due SUV intorno a 4 metri studiati per offrire un livello di finiture e dotazioni tecnologiche più curate rispetto ad altri marchi del gruppo. E’ senza dubbio una gamma che ci permette di coprire più fasce di mercato e di sostenere la nostra espansione in Europa
A proposito di Europa quali sono a oggi i risultati della internalizzazione?

Molto positivi soprattutto in Spagna e Francia. Non abbiamo fretta, abbiamo scelto di avere dei concessionari diretti e questo richiede tempo e molta attenzione. Ancora per qualche tempo i risultati dai mercati esteri saranno un surplus mentre in Italia chiuderemo l’anno con circa 35.000 vetture vendute e con l’obiettivo di toccare quota 50.000 entro due anni.
Quali sono i prossimi passi in termini di nuovi modelli?
Abbiamo in programma il lancio di nuovi modelli per tutti i nostri brand e a breve parleremo della nuova OSCA , un brand storico e di grande prestigio. Sarà il nostro top di gamma con l’obiettivo di rilanciare il segmento delle auto sportive, dedicato a appassionati amanti dell’esclusività e collezionisti, soprattutto del Nord America ed Estremo Oriente ove è particolarmente apprezzata la performance e l’artigianalità, il propulsore sarà un 2000 cc, un V6 di produzione Lotus. In un secondo tempo ci sarà il ritorno della Itala, un brand dalla storia gloriosa, costellata da grandi successi sportivi come la storica Parigi – Pechino del 1907 ma parimenti auto di grande prestigio e di rappresentanza. La nuova Itala sarà un SUV di grandi dimensioni, una vettura di grande eleganza e di elevatissima qualità. (F.L.)