20/10/2017
Direttore: Franco Liistro

Qui troverete ottimi autoricambi Opel a prezzi stracciati

Euautopezzi
 

CONCLUSO L’”ONE OCEAN FORUM” : POCHE IDEE CONCRETE, COMPARE LA DEPOSIT TAX

 

Milano. Qualche luce e ancora molte ombre incombono sull’obiettivo di One Ocean Forum per la tutela dell’ecosistema marino globale  posto dallo Yacht Club Costa Smeralda come impegno principale dei festeggiamenti per il 50° compleanno del Circolo. Il Forum si è concluso  al teatro Parenti di Milano con la sottoscrizione simbolica della “Charta Smeralda” (decalogo dei comportamenti ecosostenibili in grado di ridurre l’inquinamento e il degrado dei mari) da parte dei due massimi fautori de Forum: la principessa Zahra Aga Khan e il commodoro dello YCCS, Riccardo Bonadeo .

La Charta ora è a disposizione, sul sito internet di One Ocean Forum, di chiunque voglia sottoscriverla e impegnarsi a fare la propria parte per diffondere la consapevolezza del problema e ridurre il proprio apporto di plastiche (in gran parte da imballaggi, ma non solo) e fare scelte responsabili nel vivere quotidiano che riducano le emissioni di CO2 colpevoli di aumentare il tasso di acidità delle acque salate andando a incidere sulla sopravvivenza della fauna ittica (in merito sono stati fatti gli esempi del’uso dei mezzi di trasporto pubblico al posto dell’auto privata e dell’accensione superflua delle luci di casa).

La Charta, è stato annunciato, ha già ricevuto “al buio” l’adesione di oltre 300 Yacht Club in giro per il mondo e domani se ne parlerà anche al Summit sull’Oceano in programma a Malta.

Sinceramente ci aspettavamo molto di più da un mega convegno che ha mobilitato grandi istituzioni mondiali come ONU e Unesco. Se è vero, come è stato più volte sottolineato dagli interventi di esperti e studiosi, che oltre 3 miliardi di persone vivono della Blue Economy per un valore globale di ben 3mila miliardi di dolari l’anno, ci sembra particolarmente preoccupante l’assoluta assenza delle massime autorità italiane.

 E’ assurdo che il nostro Paese che si sviluppa su oltre 3mila km di coste non abbia raccolto questa opportunità. Non c’è il Ministero dell’Ambiente e nemmeno e, ma forse a questo non si è pensato, un massimo rappresentante delle grandi “Città metropolitane”, a partire dal sindaco di Milano ospite della kermesse.  Interpellato in merito all’assenza di Roma, Riccardo Bonadeo ci ha risposto “Si figuri se non è stato interpellato!”.

Questa comunque non è l’unica “ombra” che offusca il cielo del Forum. Ci aspettavamo molto dalle discussioni nei LAB, i tavoli di lavoro  sui temi topici quali “Impatto delle microplastiche”, “Clima e cambiamenti globali”,“Inquinamento da plastiche”, “Blue Technologies and Innovation”. Alla fine ci sono stati presentate tabelle di marcia e soluzioni a nostro avviso molto timide. Un po’ come quando nella nostra storia democratica si è risposto all’insorgere di un problema con l’istituzione di una commissione d’inchiesta parlamentare, regolarmente finita in nulla.

Sull’inquinamento da plastiche e microplasti che si citano una campagna  contro l’uso di plastiche superflue, riduzione delle stesse nelle confezioni, una mitigazione del loro utilizzo nei cosmetici, creazioni di nuovi standard produttivi per le aziende, incentivare il recupero di reti da pesca abbandonate e degradate, nuovi filtri per le lavatrici .

 Per carità proposte sacrosante ma noi la prima domanda che ci saremmo posta è “come si blocca, o per lo meno come  si limita, l’arrivo di 8 tonnellate l’anno di plastiche, sia macro sia micro, al mare?”. Peccato che non sia stata prevista una sessione libera per le domande. E qui,per rispondere al quesito bisognerebbe coinvolgere prima di ogni altro le amministrazioni locali. A queste, invece, saranno proposti Workshop locali, solo come elementi indispensabili nella divulgazione dell’allarme e sensibilizzazione pubblica verso la tutela dell’ecosistema marino e della sua biodiversità. Seri studi scientifici dicono che nel 2050 molte specie ittiche saranno scomparse e il rapporto fra residui di macroplastiche e pesci  sarà di 1 a 1.

Oltre a ciò certo si cercherà di divulgare la necessità delle “buone pratiche” e il massimo coinvolgimento individuale della popolazione mondiale, specie quella che vive sul mare e del mare (p.es. le attività turistiche costiere). Fra le amenità, potrebbe anche nascere un premio a chi si impegna a mettere in  pratica le regole della Charta, fino ad arrivare all’ennesima tassazione: la Deposit Tax. Ci mancava!  (Rossella Dallò)