18/07/2018
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24 ORE DI LE MANS: PER LA TOYOTA UN TRIONFO ANNUNCIATO …..LA FINE DI UN INCUBO

Le Mans.Alla fine è stato Toyota….finalmente la Toyota ha potuto apporre la sua firma sull’albo d’oro della storica, e più famosa, 24 Ore. Gli ultimi trenta minuti sono stati vissuti nel box in un clima di tensione  a mille con tutti i meccanici, tecnici e parenti, più o meno ufficiali, dei piloti a rigirare tra le mani amuleti di ogni genere. ….Due anni sono trascorsi dalla beffa del 2016 ma la delusione per quella disfatta non è stata mai cancellata. Forse lo sarà da domani.

E’ stata persino una vittoria studiata a tavolino per glorificare in “stile giapponese” il gran finale: i turni alla guida sono stati gestiti in modo da far passare sotto la bandiera a scacchi una Toyota TS050 Hybrid con al volante un pilota di casa ovvero Kazuki Nakajima. Premiato così anche per aver firmato la pole.

Rimane certo un po’ di amarezza, in csa Toyota,  per aver vinto una 24 Ore senza al via gli avversari grandi specialisti e dominitatori delle gare di durata: Audi e Porsche. Ma quello che contava era vincere ….. e la Toyota si è aggiudicata la 24 Ore di Le Mans. Obiettivo raggiunto !!

Comprensibile quindi l'entusiasmo anche del vertice Toyota...........

Akio Toyoda, Presidente Toyota Motor: "Grazie per aver dato il massimo! Per favore lasciatemi dire queste parole ai nostri piloti, che hanno guidato le nostre vetture per la distanza più lunga a Le Mans, finalmente alla nostra 20° sfida. Allo stesso tempo, vorrei dire lo stesso alle nostre auto, che hanno completato 388 giri, circa 5.300 km. E grazie mille per aver permesso a noi e ai nostri piloti di dare il massimo! Voglio dire questo a tutti i fan che ci hanno supportato per lungo tempo, ai nostri partner e fornitori che hanno combattuto insieme a noi, a tutti i membri del team e alle persone legate al nostro team. Voglio esprimere il mio sincero apprezzamento a tutti.

Nella nostra storia non avevamo mai vinto Le Mans, ma non siamo rimasti a guardare, ci siamo dedicati allo sviluppo di nuove tecnologie, credendo che se avessimo realizzato un'auto che fosse più veloce, avremmo potuto vincere.Tuttavia, non abbiamo potuto vincere lo scorso anno alla nostra 19esima partecipazione. Dopo la gara, alzai la voce con la squadra: "Non possiamo vincere a Le Mans se ci interessa solo fare una macchina veloce! Quello che non abbiamo è la forza, non siamo una squadra forte!" Quindi, è stata ricostruita la gara chiedendosi perché non c’era stata la forza dall’inizio, e si è giunti alla conclusione che ciò che mancava era l'idea del kaizen, o miglioramento continuo.

Ci sono procedure dettagliate per realizzare e guidare una macchina, e ogni persona deve considerare come prevenire eventuali errori. Poi si penserà a cosa fare dopo. Il team ha lavorato un intero anno al miglioramento, cercando di acquisire la "forza".Porsche, che non abbiamo battuto, forse aveva già la forza. Non abbiamo potuto competere con loro quest'anno, ma vorremo nuovamente approfittare di questa opportunità per mostrare a loro il nostro sincero apprezzamento.

Prima dell'inizio della gara di quest'anno, ho ricevuto un messaggio da uno dei membri del team. "Mi sento a disagio, abbiamo continuato a migliorare durante tutto l'anno, ma alla fine ho capito che il kaizen è continuo, che non finisce mai perché c'è sempre spazio per migliorare, penso che sia per questo che mi sento a disagio. Faremo del nostro meglio e continueremo il kaizen con i membri del team fino a quando non arriveremo al traguardo. Morizo ​​san, continua a sostenerci durante la gara. "

Dopo aver letto questo, ho capito che stavano diventando più forti. Quindi volevo davvero vederli vincere e ho deciso di combattere insieme a loro anche se ero in Giappone.

Stiamo sviluppando una vettura stradale derivata da una macchina da corsa che gareggia a Le Mans. Kaizen è miglioramento continuo - è un'idea comune in Toyota e ora anche i membri del team lo associano alla vittoria, quindi credo che abbiamo fatto un passo in più verso la realizzazione del progetto.

Alla fine, siamo riusciti a vincere la 24 Ore di Le Mans. Voglio godermi questa grande sensazione con tutti i fan che ci sostengono da tempo. Ovviamente questo è un altro passo verso la prossima sfida, quindi vorrei che continuaste con il vostro continuo supporto. Grazie mille."

.In una gara che avrebbe solo potuto perdere lei (ma in una 24 ore nulla è dato per scontato fino alla bandiera a scacchi) la Casa giapponese ha chiuso la 86^ edizione della maratona francese con una doppietta che vede sul gradino più alto del podio la n.8 di Nakajima, Alonso e Buemi seguita dalla n.7 di Kobayashi, Conway e Lopez che si son lasciati doppiare portandosi a 2 giri di distacco per garantire uno storico arrivo in parata.

Per il campione spagnolo la vittoria al debutto nella 24 ore è un tassello in più nel tentativo di aggiudicarsi la Triple Crown: la Tripla Corona assegnata simbolicamente al pilota che ha nel suo curriculum una vittoria al G.P. di Monaco, alla 24 Ore di Le Mans e alla 500 Miglia di Indy, e proprio questa manca ancora al pilota spagnolo che ha dimostrato una grande facilità di adattamento alle vetture a ruote coperte che con le monoposto di F.1 non hanno proprio nulla da spartire.

Alle loro spalle le due Rebellion con sul terzo gradino del podio la n.3 di Laurent. Beche e Menezes. Quinto posto assoluto e primi di classe LMP2 per l’Oreca n.26 di Rusinov, Pizzitola e Vergne (G-Drive) seguiti dall’Alpine A470 n.36 di Lapierre, Negrao e Thiriet e dall’Oreca n.39 di Capillaire, Hirschi e Gommendy (Graff). Un plauso alla Dallara del Cetilar Villorba  Corse che, nonostante sia stata in pratica ricostruita dopo l’incidente in Q2, non solo è riuscita a schierarsi alla partenza ma è riuscita a tagliare il traguardo in 22^ posizione assoluta.

Lasciata la LMP1, la Porsche ha ottenuto un’altra vittoria in GTE Pro dominando fin dalle qualifiche e chiudendo con una doppietta che vede la vittoria della n.92 davanti alla n.91, affiancate sul podio dalla Ford GT n.68. Sesto posto di classe per la prima Ferrari, la n.52 di Giovinazzi, Vilander e Derani. Per Giovinazzi è stato un debutto tutt’altro da buttare e ci hanno sussurrato che queste potrebbero essere le gare cui dedicarsi in futuro qualora a fine anno la Ferrari non gli trovasse una sistemazione. Per la verità già due anni orsono Giovinazzi aveva firmato un contratto con la Audi che però la Casa degli Anelli si vide costretta ad annullare a seguito dei mutamenti dei programmi decisi a Ingolstadt.

Ferrari a podio in GTE Am con la n.54 di Fisichella, alla sua nona partecipazione alla 24 Ore, , Floher e Castellacci (Spirit of Race) secondi dietro vincitori Campbell, Ried e Andlauer con la Porsche n.77 del Dempsey Proton Racing mentre sul terzo gradino sale la Ferrari n.85 del Keating Motorsports con Keating , Bleekemolen e Stolz. (Marc Canone)

ORDINE DI ARRIVO:

1.Buemi/Nakajima/Alonso (Toyota TS050 Hybrid) - Toyota - 388 giri
2. Conway/Kobayashi/Lopez (Toyota TS050 Hybrid) - Toyota - 2 giri
3. Laurent/Beche/Menezes (Rebellion R13-Gibson) - Rebellion - 12 giri
4. Lotterer/Jani/Senna (Rebellion R13-Gibson) - Rebellion - 13 giri
5. Pizzitola/Vergne/Rusinov (Oreca 07-Gibson) - G-Drive - 19 giri
6. Lapierre/Negrao/Thiriet (Alpine A470-Gibson) - Signatech - 21 giri
7. Capillaire/Hirshi/Gommendy (Oreca 07-Gibson) - Graff SO24 - 22 giri
8. Perrodo/Vaxiviere/Duval (Oreca 07-Gibson) - TDS - 22 giri
9. De Sadeleer/Owen/Montoya (Ligier JSP17-Gibson) - United - 23 giri
10. Jaafar/Jeffri/Tan (Oreca 07-Gibson) - JCDC - 27 giri
11. Gonzalez/Maldonado/Berthon (Oreca 07-Gibson) - Dragonspeed - 28 giri
12. Van Eerd/Van Der Garde/Lammers (Dallara P17-Gibson) - RTN - 32 giri
13. Tung/Richelmi/Aubry (Oreca 07-Gibson) - JCDC - 32 giri
14. Cheng/Boulle/Nicolet (Ligier JSP17-Gibson) - JCDC - 32 giri
15. Buret/Canal/Stevens/ (Ligier JSP217-Gibson) - Panis Barthez - 36 giri
16. Shaitar/Newey/Nato (Dallara P17-Gibson) - SMP - 36 giri
17. Christensen/Estre/Vanthoor (Porsche 911RS) - Porsche - 44 giri
18. Lietz/Bruni/Makowiecki (Porsche 911RS) - Porsche - 44 giri
19. Hand/Muller/Bourdais (Ford GT) - Ford USA - 44 giri
20. Priaulx/Tincknell/Kanaan (Ford GT) - Ford UK - 44 giri
21. Magnussen/Garcia/Rockenfeller (Chevrolet Corvette) - Corvette - 46 giri
22. Lacorte/Sernagiotto/Nasr (Dallara P217-Gibson) - Villorba - 46 giri
23. Vilander/Giovinazzi/Derani (Ferrari 488) - AF Corse - 47 giri
24. Mucke/Pla/Johnson (Ford GT) - Ford UK - 48 giri
25. Pierguidi/Calado/Serra (Ferrari 488) - AF Corse - 48 giri
26. Sorensen/Thiim/Turner (Aston Martin Vantage) - AMR - 50 giri
27. Rigon/Bird/Molina (Ferrari 488) - AF Corse - 51 giri
28. Campbell/Ried/Andlauer (Porsche 911RS) - Dempsey - 53 giri
29. Flohr/Castellacci/Fisichella (Ferrari 488) - Spirit of Race - 53 giri
30. Tomczyk/Catsburg/Eng (BMW M8) - BMW MTEK - 54 giri
31. Pilet/Tandy/Bamber (Porsche 911RS) - Porsche - 54 giri
32. Keating/Bleekemolen/Stolz (Ferrari 488) - Keating - 54 giri
33. Long/Pappas/Pumpelly (Porsche 911RS) - Porsche - 54 giri
34. Griffin/Macneil/Segal (Ferrari 488) - JMW - 55 giri
35. Babini/Nielsen/Maris (Porsche 911RS) - Ebimotors - 55 giri
36. Creed/Ricci/Dagoneau (Ligier JSP17-Gibson) - Larbre - 55 giri
37. Bergmeister/Lindsey/Perfetti (Porsche 911) - Project 1 - 55 giri
39. Mok/Griffin/Sawa (Ferrari 488) - Clearwater - 56 giri
38. Lynn/Martin/Adam (Aston Martin Vantage) - AMR - 61 giri
40. Ishikawa/Beretta/Cheever (Ferrari 488) - MR - 64 giri
41. Briscoe/Westbrook/Dixon (Ford GT) - Ford USA - 76 giri