24/04/2018
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UN ULTIMO SGUARDO AL 2017: LA RED BULL RB13,  LA BELLA INCOMPIUTA

 

Red 00

Torino. Quando, lo scorso febbraio, le Formula 1 di nuova generazione fecero il loro debutto, sulla pista catalana di Barcellona, in molti erano convinti che la Red Bull avesse presentato una vettura provvisoria. Un modello, come sempre curatissimo nei dettagli e nell’aerodinamica, ma troppo semplice, quasi banale: secondo molti addetti ai lavori la vera Red Bull del 2017 si sarebbe vista solo in Australia, dove Adrian Newey avrebbe svelato le sue “diavolerie”. Mai previsione fu più errata.

Col passare dei giorni si capirà che quella che aveva debuttato a Barcellona, nei test invernali, era la vera Red Bull del 2017. Una monoposto fin troppo essenziale per essere credibile e per impensierire il duopolio Ferrari-Mercedes. Se poi a tutto ciò aggiungiamo il fatto che la power-unit Renault non è ancora riuscita a colmare il gap di prestazioni con Mercedes e Ferrari, si capisce perché il 2017 della scuderia anglo-austriaca è stato inferiore alle aspettative.

Tre vittorie e un’alternanza di prestazioni positive e gare altrettanto disastrose, che non rispecchiano affatto le previsioni della vigilia che, in presenza di un cambio regolamentare che avrebbe dovuto privilegiare la componente aerodinamica, vedevano proprio nella Red Bull la candidata numero uno alla conquista del titolo 2017.

Invece le cose sono andate in maniera ben versa e, ad aggravare la situazione nel team di punta di Dietrz Mateshitz, si è messa anche l’affidabilità della più volte criticata power-unit Renault R.E 17, che non è solo inferiore alla Mercedes F1 M08 EQ e alla Ferrari 062 in quanto a prestazioni, ma nel corso della stagione ha accusato preoccupanti carenze di base.

TRE VITTORIE COL DUBBIO 

 

Red 1

Le cose sono decisamente migliorate dopo il radicale restyling apportato da Adrian Newey alla RB13 alla vigilia del Gran Premio di Ungheria, dove la Red Bull si è presentata con importanti migliorie al pacchetto aerodinamico. All’Hungaroring per buona parte della gara Verstappen ha girato sui tempi di Vettel, Raikkonen e Hamilton, su una pista che si prestava particolarmente alle caratteristiche ddella Red bull 2017.

Poi sono arrivate le vittorie dell’enfant prodige olandese in Malesia e Messico, dove è scoppiata la grana sospensioni. Anche se la vettura di Verstsappen non è stata sanzionata, in molti sono convinti che in Messico la RB13 utilizzasse alcuni di quei dispositivi che la Federazione aveva messo al bando alla vigilia del mondiale. E la riprova che non si trattasse delle solite cattiverie di radio box c’è stata nei Gran Premi successivi, con una Red Bull afflitta dai soliti problemi di affidabilità e incapace di esprimersi sugli stessi livelli del Messico.

MUSETTO COL FORO 

Red 2La prima cosa che colpisce nella RB13 è l’ampio foro presente nella parte anteriore del muso, che per certi versi ricorda la RB10 del 2014. Su quella monoposto il foro era parzialmente chiuso e veniva utilizzato per portare aria all'interno dell'abitacolo, mentre sulla monoposto del 2017 il foro anteriore viene utilizzato per alimentare il condotto S Duct, mentre i due canali ricavati ai lati di questa protuberanza permettono di incanalare quanta più aria possibile nella parte inferiore del telaio, per incrementare il flusso diretto al diffusore posteriore.

L'ala anteriore a freccia, come si può vedere nel disegno, è invece diversa da quella montata a fine stagione 2016 ed è stata al centro di aspre polemiche fin dai primissimi test stagionali, quando gli avversari della Red Bull avevano notato che alle alte velocità i flap della RB 13 si avvicinavano troppo all'asfalto nella parte posteriore.

APPENDICI SEMPRE PIU’ COMPLESSE 

Red 3 I bargeboards, ovvero i deviatori di flusso posti dietro le ruote anteriori, sono diventati sempre più importanti sulle monoposto di ultima generazione e la Red Bull RB13 è una di quelle che si è spinta più avanti nella loro progettazione. Queste appendici aerodinamiche svolgono infatti molteplici funzioni, come separare, canalizzare e indirizzare i flussi provenienti dall'ala anteriore verso il fondo e verso le prese d’aria radiatori o l’esterno delle fiancate.

Dopo avere iniziato la stagione con deviatori non dissimili a quelli della RB12 del 2016, la Red Bull ha introdotto significative modifiche, a partire dal Gran Premio di Spagna, con l’inserimento di un deviatore di flusso ricurvo, che direziona il flusso d'aria verso la parte superiore del fondo, nella parte centrale. Sempre in Spagna sulla RB13 hanno fatto la loro comparsa nuove pance, con ridotte dimensioni delle prese d'aria che alimenta i pontoni laterali.

TANTI PROBLEMI AL POSTERIORE 

Red 4Osservando il retrotreno della RB13 si può notare il  grande lavoro svolto dai tecnici del Team Red Bull per liberare la parte superiore del fondo, zona fondamentale per generare carico aerodinamico e consentire all'estrattore posteriore di lavorare nelle condizioni ottimali. Come spesso capita in Formula 1, non sempre però i risultati della galleria del vento si ripetono in pista, tant’è che uno dei problemi principali della Red Bull nella prima parte della stagione è stata proprio la mancanza di carico, che ha creato non pochi problemi nello sfruttamento degli pneumatici.

La RB13 non riusciva a portare in temperatura le Pirelli 2017, generando un deleterio scivolamento dello pneumatico e quindi un surriscaldamento della superficie. Sulle prestazioni sottotono della Red Bull 2017 hanno anche influito i cambiamenti che proprio il team di Milton Keynes e la Mercedes hanno dovuto apportare alla sospensione anteriore, dopo che Simone Resta, della Ferrari, aveva chiesto chiarimenti alla FIA in merito alle sospensioni Red Bull che modificavano l’assetto della vettura durante la gara.  Richiesta che ha portato al bando di quel tipo di sospensioni, che dovevano costituire una delle armi vincenti della Red Bull 2017 e ne hanno invece minato la competitività.

..E ALLA POWER UNIT 

Red5aPer ovviare alla mancanza di carico sull’asse posteriore, a partire dal Gran Premio di Cina la Red Bull ha caricato maggiormente le ali posteriori sulla RB13. La deportanza è aumentata ma è emersa un'altra importante pecca della monoposto 2017, ovvero la scarsa potenza della power unit Renault, che ad inizio anno, secondo radio box, pagava qualcosa come 40 CV in qualifica, che diventano "solamente" 25 CV in gara, alle avversarie più accreditate.

Un divario troppo grande per pensare di impensierire Mercedes e Ferrari, amplificato dalla mancanza di un sistema sospensivo in grado di assicurare un assetto neutro sul dritto e ben bilanciato poi anche in curva. Tornado alla powerr unit Renault, nella calda estate del 2017 non sono mancate le polemiche incrociate tra la Red Bull e il motorista, tra Cyril Abiteboul e Chris Horner. Il francese della Renault assicurava che gli aggiornamenti arriveranno soltanto nel 2018, quando la Renault pensa di poter raggiungere Ferrari e Mercedes, mentre nel 2017 si sono visti soltanto piccoli aggiornamenti a livello dell’affidabilità e della potenza. (Testi e Disegni di Paolo D’Alessio)