18/01/2018
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LA F.1 E’ IN LETARGO MA NON TUTTE LE BOCCHE SONO CUCITE……

 

Londra.  La F.1 si concede un periodo  lontano dai riflettori: i piloti sono ancora per due settimane in vacanza lontani da telecamere e dai taccuini dei giornalisti, i meccanismi stanno terminando il loro turno di vacanze  prima di affrontare una stagione a dir poco massacrante con ben 21 Gran Premi in calendario,  gli ingegneri stanno verificando  la valenza delle …nuove idee.

La notizia più importante , se la si può chiamare così, è stata la presentazione  del nuovo logo della F.1: dopo ventitre anni  il Circus ha cambiato  immagine. La nuova grafica pare non abbia suscitato grandi entusiasmi, c’è solo da sperare che le novità promesse da Media Liberty, i nuovi padroni della F.1 che hanno scalzato Bernie Ecclestone, non si limitino  solo a questo.

Allora sono stati i team manager, tra una cerimonia di premiazione e l’altra, a lasciarsi andare a qualche commento. Ovviamente bocche cucite per quanto riguarda le future monoposto, si guarda ancora alla stagione conclusa da un mese e a esternare  giudizi, sensazioni, emozioni off limits  nel periodo delle gare.

Eccone alcune:

Christian Horner, Read Bull Team Principal :  «Max Verstappen ha maturato una grande esperienza . Quello che mi ha davvero impressionato è il modo in cui ha affrontato i momenti difficili. Ce ne sono stati parecchi, soprattutto nei mesi estivi, ma ha continuato a lavorare a testa bassa, ha passato ore sul simulatore e la sua applicazione è stata di prima classe. Ovviamente il suo talento resta indiscutibile. Ha trovato un buon equilibrio tra la capacità di gestire la vettura e il giusto livello di aggressività, anche se non sono mancati contatti al limite come quello con Ricciardo in Ungheria e quello con la Williams di Massa a Monza. Quelli sono stati i due unici errori.  Ha una grande sensibilità su come portare al limite la vettura, ma non è un rischio irresponsabile: è calcolato, ha uno spirito combattivo che è emozionante da guardare. Nel complesso ha guidato benissimo, penso che abbia fatto un lavoro di prima categoria».

James Allison, Mercedes: “Hamilton? E’ fortissimo in pista, calmo e ragionevole fuori dalla macchina. E’un campione che ha tantissimi aspetti in comune con altri grandi del passato. La sua voglia di vincere anche dopo aver conquistato tantissimi record è semplicemente sorprendente. Anche quando è deluso per qualche raro errore è ammirevole: ho lavorato con piloti che reagivano molto male quando sbagliavano, ma Lewis non lo fa, ed è un aspetto molto piacevole del lavoro con lui. Quando quest'anno abbiamo commesso errori, per esempio quando a Baku gli è stato fissato male il poggiatesta  è rimasto calmo e ragionevole, anche se l'episodio gli ha fatto perdere punti preziosi. Allo stesso modo, quando siamo stati costretti a chiedergli di prendere una penalità in Austria per la sostituzione del cambio, non ha assolutamente cambiato il suo approccio alla gara.Capita spesso che i grandi campioni facciano qualcosa di scorretto, ma lui non è fatto così. Hamilton scende in pista e fa tutto quello che c'è da fare, è un uomo impressionante».

Zac Brown, direttore esecutivo McLaren: «Ho chiesto ad Alonso di finire la carriera con noi. Ho già detto a Fernando che vorrei che finisse la sua carriere alla McLaren. Non solo per la Formula 1: mi piacerebbe che continuasse qui per molti anni, anche per vincere la "Triple Crown" (il riconoscimento che va al pilota che ha vinto il Gp di Monaco, la 500 Miglia di Indianapolis e la 24 Ore di Le Mans, ndr). Si tratta di un altro grande obiettivo dell'asturiano, che dopo la partecipazione alla 500 Miglia 2017 sarà anche alla 24 Ore di Daytona a inizio 2018 con il team United Autosports.  Un passaggio quasi obbligato per poi passare alla 24 Ore di le Mans. Fernando ha voglia di farla, ma vuole essere certo di poter vincere. Presto potremo dire se questa estate parteciperà o no. Con la  power unit Renault daremo  filo da torcere alla Red Bull, con un altro motore credo che in diverse gare avremmo potuto già fare meglio di loro»

Helmut Marko, manager Red Bull: «Daniil Kvyat ha certamente più talento rispetto Pierre Gasly e a Brendon Hartley Purtroppo lo ha dimostrato solo nel primo anno con la Toro Rosso e nel primo con la Red Bull, dopodiché le sue prestazioni sono calate drasticamente. Ha avuto problemi con i freni e le gomme, che Ricciardo, è che gli è successo qualcosa dal punto di vista mentale. Ha perso velocità e sicurezza. Non sappiamo cosa sia successo. Nonostante i tentativi per riportarlo in alto, non è riuscito a tornare veloce come era prima e sfortunatamente non abbiamo idea del perché. Altro nostro grande cruccio sono stati i numerosi problemi durante le partenze dei gran premi: Ci sono stati troppi incidenti -e anche in quel caso non ha reagito troppo bene. Si è chiuso nel suo guscio e non ha voluto sentirsi dire cosa fare. Un peccato perché quando correva in GP3 demoliva la concorrenza».

Kimi Raikkonen: "Lo scorso anno abbiamo iniziato un po' lentamente, abbiamo fatto anche delle belle gare, ma senza ottenere fare quanto ci eravamo prefissati se si guarda ai nostri risultati nell'arco della stagione. Dovremo iniziare molto bene nelle prime gare e sistemare le cose: abbiamo la velocità, ma ci sono tante cose che devono essere corrette in vista del prossimo mondiale perché se non fai tutto in maniera perfetta, sei certo di perdere tanti punti. Dopo sedici anni non sarei ancora in Formula 1 se non avessi ancora fame di vittorie. Mi piace correre, non ho problemi ad ammetterlo e finché avrò questa fame rimarrò in Formula 1".

Antonio Giovinazzi:  "È stata un'annata diversa dalle altre,  sono partito come terzo pilota Ferrari e poi c'è stato il debutto inaspettato a Melbourne con la Sauber: l'ho saputo il sabato mattina ed è stata un'emozione grandissima. Poi ho svolto tanto lavoro al simulatore a Maranello, ho dato una mano ai piloti ufficiali in pista e ho provato Sauber, Ferrari e Haas. È stato un anno con tante soddisfazioni, adesso sono un pilota diverso e con moltissima esperienza in più rispetto al 2016. Ovviamente sono stato vicino all'Alfa Romeo, era l'opportunità migliore, ma alla fine è stata una decisione Sauber. Io però non mollerò fino a fine stagione: anche l'anno scorso ero partito come terzo, ma poi ho esordito... Cercherò di lavorare al massimo e di supportare la Ferrari, poi vedremo. Per un pilota partecipare a un week end di gara è sempre il massimo, ma bisogna avere pazienza: fin da piccolo sognavo la Ferrari e la F.1, adesso sono qui e devo sfruttare ogni opportunità che mi verrà data. Per me è stato un onore grandissimo firmare con la Ferrari, il team più importante al mondo: l'ultima stagione è stata eccezionale, abbiamo ridotto il gap, ma stiamo lavorando tantissimo per dire ancora la nostra nella prossima annata".(John Sturm)