22/06/2018
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POLE, VITTORIA E DOPPIETTA: PER MERCEDES BUONA LA PRIMA NEL DTM

Hockenheim. Il nuovo regolamento, fortemente voluto da Mercedes e BMW, ha portato i primi frutti alla Casa della Stella: i competitors di Audi, incapaci di primeggiare tecnicamente hanno fatto “tagliare” del 30% la downforce delle vetture 2018, mortificando le prestazioni della vettura più efficiente della serie, cioè la RS5 DTM, che adesso ha anche problemi per mandare in temperatura gli pneumatici. Ma bisogna rassegarsi, il DTM è e deve essere spettacolo equilibrato e, “obtorto collo” per la sopravvivenza della serie (fino a quando non si sa...), anche i migliori hanno dovuto accettare.

Sfruttando bene la situazione, Gary Paffett ha inanellato la Pole position e conquistato (a quasi 5 anni di distanza...) un altro successo, con Mercedes che archivia una doppietta col secondo posto di Lucas Auer.

L'austriaco aveva conquistato la testa della corsa con un bel sorpasso sull'inglese al 3° giro, ma l’undercut per il cambio gomme ha riportato in prima posizione Paffett: il nipote di Berger non è più stato in grado di riavvicinare il compagno di marca e per il barbuto inglese non ci sono stati patemi.

Terza posizione a 6”514 per la BMW M4 di Timo Glock che nelle prime fasi ha superato Marco Wittmann (partito dalla prima fila), costituendo l’unica (debole) minaccia ai due piloti Mercedes.

Subito sotto il podio Edoardo Mortara, autore di una bella rimonta dopo aver perso diverse posizioni per difficoltà al pit stop: con una serie di sorpassi perfetti ha avuto ragione di Bruno Spengler, Mike Rockenfeller (autore di un “dritto”), Marco Wittmann ed infine di Pascal Wehrlein, quinto al suo rientro nella serie.

Dietro la BMW M4 di Wehrlein troviamo Paul di Resta (anche lui molto combattivo ed autore di una efficace rimonta), il rientrante Daniel Juncadella (entrambi su Mercedes), il primo pilota Audi e Campione in carica Renè Rast, seguito da Loic Duval, che chiude i Top 10.

Quasi dispersi i due “rookies” Joel Ericsson, dodicesimo e Robin Frijns, soltanto diciottesimo, incastrato tra Mattias Ekström (alla sua ultima gara, con una vettura “trasparente” ai fini dei punti) e l’altra Audi di Jamie Green.

Gara 2 sarà chiamata a dipanare i dubbi circa il sostanziale livellamento della performance, che sin’ora ha pesantemente penalizzato le Audi, colpevoli per il loro successo: brutta cosa l’invidia...... (Guido M. Pedone)

Ordine di arrivo - Gara 1


1 - Gary Paffett (Mercedes C63) - HWA - 36 giri in 58'03"639

2 - Lucas Auer (Mercedes C63) - HWA - 1"449

3 - Timo Glock (BMW M4) - RMR - 6"514

4 - Edoardo Mortara (Mercedes C63) - HWA - 8"198

5 - Pascal Wehrlein (Mercedes C63) - HWA - 11"391

6 - Bruno Spengler (BMW M4) - RBM - 15"758

7 - Paul Di Resta (Mercedes C63) - HWA - 16"600

8 - Daniel Juncadella (Mercedes C63) - HWA - 16"969

9 - René Rast (Audi RS5) - Rosberg - 18"268

10 - Loic Duval (Audi RS5) - Phoenix - 19"646

11 - Marco Wittmann (BMW M4) - RMG - 20"740

12 - Joel Eriksson (BMW M4) - RBM - 21"294

13 - Nico Müller (Audi RS5) - Abt - 22"421

14 - Mike Rockenfeller (Audi RS5) - Phoenix - 23"987

15 - Augusto Farfus (BMW M4) - RMG - 28"724

16 - Philipp Eng (BMW M4) - RMR - 29"486

17 - Mattias Ekström om (Audi RS5) - Abt - 30"649

18 - Robin Frijns (Audi RS5) - Abt - 31"660

19 - Jamie Green (Audi RS5) - Rosberg - 41"973