17/12/2017
Direttore: Franco Liistro

Qui troverete ottimi autoricambi Opel a prezzi stracciati

Euautopezzi
 

RENE’ RAST CAMPIONE 2017, GARA A WITTMANN….SUL DTM ARIA DI CHIUSURA

 

Hockenheim. In una giornata estiva, davanti a oltre 152.000 spettatori è andata in scena la seconda prova della “Grosse Finale”, dove l’unica incertezza era rappresenta da quale dei quattro piloti Audi si fosse aggiudicato il prestigioso titolo di “Meister”. Gli elementi di suspense c’erano tutti: BMW e Mercedes agguerritissime in qualifica, mentre i principale due contendenti, Ekström e Green, in fondo allo schieramento, Rockenfeller a metà, Rast in prima fila dietro l’outsider Blomqvist, che ha spremuto la sua BMW M4 DTM fino in fondo.

Renè Rast, tecnicamente “Rookie”, ha vinto il titolo, beffandosi dei suoi tre esperti rivali, ma ha preso una moltitudine di rischi, il maggiore dei quali è stato non rientrare presto per il Pit stop, nonostante “pagasse” mediamente oltre 6 decimi al campione uscente Marco Wittmann, primo sul traguardo e autore di una gara ben pianificata, nonostante non fosse il più rapido del lotto.

Transitato quinto al primo giro, il tedesco dell’Audi ha compiuto una gara tutta in attacco ed è stato autore di numerosi sorpassi, partendo da Auer per poi passare a Wickens nel primo stint, rientrando dal Pit stop davanti a Blomqvist e Wickens ma dietro a Spengler, che non aveva ancora “pittato” e che è stato oggetto di un contatto alla Curva 3, col rischio di rovinare tutto, a maggior ragione con Ekström e Green nelle retrovie.

A questo punto Rast si trovava a quota 179 contro i 172 di Ekström: ma lo svedese non si è dato per vinto e con gomme fresche ha passato le due Mercedes rosa di Auer e Mortara (rispettivamente nono e decimo alla fine), con Green che ha sua volta ha rimontato fino al quinto posto, dietro a Gary Paffett e davanti a Maxime Martin, Augusto Farfus (autore oggi di una gara “vivace”, pur se con qualche “sbavatura”. Riuscire a vincere il DTM da “Rookie”, come ha fatto Rast è un’impresa che riesce a pochi e crediamo che a ciò non sia estranea la polivalenza del tedesco che, come i piloti di altri tempi, corre dovunque e con tutto.

Nel super trionfo della Casa degli Anelli qualcun esce un po’ “scornato”: ci riferiamo innanzitutto a Mattias Ekström che partiva con 21 punti di vantaggio su Rast ed ha racimolato solo 4 punti in due gare, minacciato in Gara 1 dal dominatore Jamie Green, ormai un abituè nei panni del comprimario, sia con Audi che prima con Mercedes; discorso diverso per Rockenfeller che partiva con poche speranze ed ha raccolto ben 33 punti nelle due corse.

Dicevamo della polivalenza di Rast, capace di vincere il titolo DTM al debutto, collezionando tre vittorie e tre Pole. Rast, il cui debutto nel mondo del motorsport risale al 2003-2004 con la Formula BMW tedesca, è un vero collezionista di titoli: ha infatti cominciato nel lontano 2005 con la buffa Polo nell’omonimo monomarca per poi aggiudicarsi la Carrera Cup Deutschland nel 2008, mentre nel 2010, 2011 e 2012 ha monopolizzato la Porsche Supercup e sempre nel 2012 si è riaggiudicato la Carrera Cup Deutschland per la seconda volta, mentre nel 2014 ha poi conquistato il titolo tedesco del GT con l'Audi Abt.

Oltre a questi titoli, Rast ha corso dappertutto vincendo la 24 Ore di Spa nel 2012, la 24 Ore del Nürburgring nel 2014 e partecipando a gare IMSA, FIA WEC, 24 Ore di Daytona e Le Mans, 12 Ore di Sebring e Bathurst, al Trofeo Blancpain.


Nel 2017 il DTM era il suo principale obiettivo, ma - verrebbe da dire nel frattempo - ha corso nel Blancpain, in Endurance, oltre alle classiche gare di durata come Daytona, Sebring e Spa. Un pilota completo, come usavano esserlo in passato tutti i grandi campioni, impegnati tutte le domeniche. (Guido M. Pedone)

Ordine di arrivo - Gara 2- 36 Giri:

1 - Marco Wittmann (BMW M4) - RMR -  in 56'47"699
2 - René Rast (Audi RS5) - Rosberg - 3"143
3 - Mike Rockenfeller (Audi RS5) - Phoenix - 6"280
4 - Gary Paffett (Mercedes C63) - HWA - 15"844
5 - Jamie Green (Audi RS5) - Rosberg - 17"835
6 - Maxime Martin (BMW M4) - RBM - 19"372
7 - Augusto Farfus (BMW M4) - RMG - 20"386
8 - Mattias Ekström (Audi RS5) - Abt - 21"229
9 - Edoardo Mortara (Mercedes C63) - HWA - 22"902
10 - Lucas Auer (Mercedes C63) - HWA - 29"260
11 - Nico Müller (Audi RS5) - Abt - 30"428
12 - Timo Glock (BMW M4) - RMR - 33"274
13 - Maro Engel (Mercedes C63) - HWA - 41"344
14 - Bruno Spengler (BMW M4) - RBM - 41"591
15 - Loic Duval (Audi RS5) - Phoenix - 42"972
16 - Paul Di Resta (Mercedes C63) - HWA - 1'35"770

CLASSIFICA CAMPIONATO:
1.Rast 179 punti; 2.Ekström 176; 3.Green 171; 4.Rockenfeller 167; 5.Wittmann 160; 6.Auer 136; 7.Glock 133; 8.Martin 132; 9.Wickens 119; 10.Paffett 102

 

ALTRO CHE NUOVI COSTRUTTORI: NEL DTM SI RESPIRA ARIA DI CHIUSURA!

 

Quando Mercedes prende una decisione lo fa (quasi) sempre a ragion veduta: la recente mossa nel senso di disimpegnarsi dalla serie regina del turismo mondiale per tuffarsi nella ridicola e velleitaria Formula E all’inizio poteva sembrare una ripicca per aver perso il controllo del “giochino” da essa stessa creato e dominato nel corso degli oltre trent’anni di esistenza.

La Stella disponeva infatti di un diritto di veto, non scritto ma sempre praticato, che ha condizionato da sempre tutti gli altri costruttori partecipanti: da BMW (celebre la sua fuoriuscita del 1992....) ad Alfa Romeo (che si è dovuta piegare all’introduzione del Traction Control nel 1994 quando disponeva della trazione integrale), fino ad Opel (che non ha mai avuto peso specifico) ed Audi, che si è vista annullare il vantaggio competitivo dapprima da pneumatici studiati apposta per la C-Klasse (ricordate le gomme a brandelli delle A4?) e poi da assurdi ed antisportivi BOP di ogni genere fatti apposta per premiare i peggiori progettisti.

“Livellare” era la parola magica di Hans Werner Aufrecht, peccato che funzionasse a senso unico per dare ossigeno alla Casa di Stoccarda quando era in affanno.... e sul piano tecnico lo è stata per molti anni, battuta anche da Rover Ford e Volvo, oltre che dagli acerrimi nemici bavaresi!

Recentemente sarebbero successi però fatti molto gravi dal punto di vista economico, che riportiamo con le virgolette e tutti i “si dice” del caso. Sembra che nelle ultime settimane il budget 2018 dell’ITR si sia “alleggerito” di oltre sei milioni di Euro, mica noccioline! Parlando con colleghi autoctoni, sempre ben informati, addetti ai lavori ed altri players dell’ambiente sarebbero emerse tre “bombe” che, sommate, sarebbero in grado di mettere in ginocchio l’organizzazione mantello che gestisce il (ex ricco) business.

La prima: Porsche termina di essere partner series con la Carrera Cup Deutschland, business che porta attualmente nelle casse dell’ITR circa due milioni di Euro. La seconda: Audi termina la TT Cup, il cui “funerale” è rappresentato dalla corsa delle “Legends” che si disputa nel weekend: valore un milione e mezzo di Euro. La terza: ARD (il primo canale tedesco) sembra intenzionata a non rinnovare i contratti che prevedono l’acquisto dei diritti TV per circa tre milioni di Euro.

I costi tecnici negli ultimi dieci anni si sono dimezzati, mentre quelli legati al marketing sono letteralmente esplosi, come si può notare dal lusso sibaritico delle ospitalities a due piane in puro stile Formula 1 che consentono di elargire ricchi inviti a migliaia potenziali clienti locali, quelli che forse le vetture premium le comprano già.....

Se a ciò aggiungiamo la politica “fai da te” (invece di affidarsi a professionisti del settore) praticata dall’attuale dirigenza per cercare, senza successo, di attrarre nuovi costruttori vediamo bene come, al momento, la continuazione della serie sia alquanto incerta, col rischio che Gara 2 di Hockenheim sia l’ultima. Anzi, con la presa in giro ai giapponesi che sono arrivati in forze con Nissan e Lexus per uno show di pochi minuti che, si dice, sia costato quasi un milione.

Forse l’ancora di salvezza potrebbe essere un intelligente accordo con il TCR di Marcello Lotti, vero maestro nell’organizzare eventi spettacolari a prezzi “low cost”: ma non si farà perché ITR è rappresentata dai costruttori tedeschi “premium”, tutti gli altri sono considerati alla stregua di “pescivendoli”, e se per di più sono italiani, la strada è sbarrata......

Il DTM rischia quindi, per la seconda volta, l’interramento, dopo quello del 1996, ma senza celebrare il funerale: un po’ come quelle aziende che chiudono durante le ferie estive: difficile dirlo in faccia alle circa cinquemila persone che direttamente o indirettamente lavorano per il successo della serie. Amen! (Guido M. Pedone)